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Il Governo, i media e le nuove “classi pericolose”

Il sovrano, inseguito dalla politica, è, oggi, quello mediatico. Sono i media a tracciare la strada della paura. Il Governo poi la percorre con provvedimenti che inseguono il panico e riducono l’Italia a un mosaico di ghetti, lazzaretti e prigioni. Creando di continuo nuove classi pericolose: prima i frequentatori di rave e le baby gang, poi, da ultimo, le donne rom e gli occupanti abusivi di alloggi.

Rave: se non capisco vieto

Sporchi, irrazionali, “drogati”, “zombie”. Così la politica e i media etichettano i frequentatori dei rave e dei free party, moderni parafulmini delle tensioni sociali. Ma, a ben guardare, la sensazione di minaccia all’ordine pubblico patito dalla società adulta sta soprattutto nella sfacciata libertà di quei giovani, nel loro divertirsi e auto organizzarsi. Proprio per questo sarebbe bene guardarli con un occhio diverso.

Ancora sul decreto anti raduni: incompetenza o malafede?

Il decreto legge anti raduni, emanato in tutta fretta dal Governo, è, secondo la generalità dei giuristi, inidoneo ai fini dichiarati e denso di pericoli per le libertà di riunione e manifestazione. Ma il Governo e la maggioranza fanno quadrato e lo difendono a oltranza. Difficile dire se, in questa operazione, prevalga l’incompetenza o la malafede. O se siamo di fronte al trionfo di entrambe.