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Il divorzio tra rappresentanza e democrazia

Il giudizio di Valentina Pazé (“I non rappresentati. Esclusi, arrabbiati, disillusi”, Edizioni Gruppo Abele) è netto: tra rappresentanza e democrazia è in corso un divorzio. Non solo, ma si sta tornando a modelli predemocratici: coloro che oggi sembrano non volere essere rappresentati corrispondono a coloro a cui un tempo la partecipazione era negata di diritto. C’è di che riflettere a fondo per la politica.

Non si possono tenere insieme Berlinguer e Veltroni. Un consiglio per Elly Schlein

La riemergente questione morale è, in realtà, una questione squisitamente politica, nata con la trasformazione dei partiti in macchine per occupare lo Stato. Per il Partito democratico (e i suoi predecessori) tale trasformazione è intervenuta con l’affermarsi della convinzione di non dover più rappresentare una parte, ma tutti. Senza sciogliere questo nodo, cara Schlein, per il Pd non c’è futuro né salvezza.

Segnali di vita a sinistra?

Ci sono segnali di vita a sinistra. Non si colgono solo nelle case e nei cortili, ma anche nelle pubbliche piazze. Ma è presto per dire che “la sinistra sta tornando”. Prima deve scegliere a cosa tiene: alla normalizzazione o al conflitto? Vuole sfidare la storia o vuole solo approfittarne e, ancora una volta, affidarsi esclusivamente alla propria volontà di governare? Senza risposte appropriate a questi interrogativi i segnali di vita saranno, ancora una volta, illusori.

Il programma della destra e l’inganno del presidenzialismo

La coalizione di Governo ha nel suo programma il presidenzialismo, considerato produttivo di un sistema politico bipolare e di una solida maggioranza parlamentare. Non è, in realtà, così, come dimostra l’involuzione dei due principali modelli di riferimento: quello degli Stati Uniti e quello francese, entrambi in profonda crisi, sia sul piano della governabilità che su quello della rappresentanza.

Per una nuova legge elettorale, ora!

Le istituzioni sono ai minimi storici nella considerazione pubblica. La responsabilità è, anche, di un sistema elettorale che falsifica la rappresentanza, esalta il potere dei capi partito e compromette la possibilità di scelta degli elettori. L’approvazione di una legge elettorale proporzionale, seppur da sola insufficiente, è un passaggio fondamentale per ridare credibilità alla nostra democrazia.

La salute del sindacato

Serve ancora il sindacato, nel secondo decennio del terzo millennio dopo Cristo? Seconda domanda: chi rappresenta il sindacato nella stagione della globalizzazione neoliberista, quali figure sociali tutela e quali sono invece abbandonate allo strapotere del turbocapitalismo? Terza domanda: cosa è diventato il sindacato? Domande difficili, su cui un confronto è necessario e urgente.