Quanto è rischiosa l’autofiction tradotta al cinema!

Due film (“Love me tender” e “La più piccola”) con parecchi punti in comune: registe donne, presentazione al Festival di Cannes 2025 e tematica queer. Entrambi i film scontano però il peso del libro da cui sono tratti e le registe non riescono a trovare la giusta distanza tra la voce che dice “io” nel libro e la sua traduzione cinematografica. Restano le buone interpretazioni delle attrici protagoniste.

Le parole non sono neutre (a proposito di distinzione di genere)

La mancata approvazione di un emendamento al regolamento del Senato sull’obbligo di un linguaggio inclusivo e i commenti che ne sono seguiti ripropongono all’attenzione la questione delle conseguenze sul pensiero comune dell’uso del maschile “sovraesteso”. Questione sottovalutata e irrisa ma cruciale ché le parole non sono neutre e manipolano la nostra visone del mondo.