Draghi prigioniero di Putin

L’invio di armi all’Ucraina è più che un errore. È accettare la logica dell’aggressore, porsi sul suo stesso piano, restare prigionieri della guerra e delle armi. Nessuno può vincere. La vittoria non c’è più. Occorre aiutare chi è aggredito ma mettere in campo interventi non violenti (tutt’altro che sconosciuti) capaci di capovolgere la logica della guerra. Altrimenti ci sono solo morte e distruzione.

La lingua biforcuta della guerra

Austin che parla di cessate il fuoco mentre la sua amministrazione stanzia 40 miliardi per la guerra, Draghi che dice di aver convinto Biden a cercare una soluzione di pace e fa un deccreto per mandare in Ucrania armi pesanti sono la lingua biforcuta della guerra, quella che prepara uno scenario da incubo con lo smantellamento di tutti i dispositivi di sicurezza creati al tempo della guerra fredda

I gatti di Putin

La Federazione internazionale felina ha bandito da tutti i concorsi i gatti russi e a chi entra in un ristorante in quel di San Benedetto del Tronto può capitare di trovare nel menù un’insalata ucraina, con gli ingredienti di quella russa (rigorosamente esclusa). Se la situazione non fosse drammatica, ci sarebbe da ridere. Ma è da queste piccole cose che si capisce l’aria che tira nelle nostre democrazie.

Guerra nucleare

Guerra nucleare: ecco perché può scoppiare

Uno dei massimi esperti in tema di proliferazione nucleare descrive la dottrina putiniana della “de-escalation” e mostra come l’attuale scelta di armare l’esercito Ucraino da parte di Stati Uniti e Nato avvicini pericolosamente il rischio di una conflagrazione nucleare. Il mondo non è stato mai così vicino alla guerra atomica.

guerre parallele

Guerre parallele

Unione Europea e Stati Uniti combattono in Ucraina due guerre parallele e diverse: l’Europa per l’indipendenza ucraina, gli USA per spazzar via Putin. Un progetto ambizioso di cui l’Ucraina, è amaro dirlo, non è che lo scenario geografico e a cui fornisce il materiale umano. Ne sono conferma le ultime mosse di Biden che sembra disposto ad alzare il livello dello scontro.

Perché sono per l’invio di armi all’Ucraina

L’invasione dell’Ucraina è un crimine. Ma come reagire? Marco Revelli indica come priorità assoluta quella di fermare la guerra. E aggiunge che, a questo fine, non serve l’invio di armi ai combattenti ucraini ma una trattativa. Non ne sono convinto. La priorità è, piuttosto, fermare Putin e le sue mire espansionistiche, che sono incoraggiate da atteggiamenti arrendevoli.

Stalin e Ivan il terribile: le bugie della guerra

A fronte della scellerata invasione dell’Ucraina, i media occidentali continuano a presentare Putin come un figlioccio di Stalin e dell’Urss. Non è così: i riferimenti del presidente russo stanno, a ben guardare, nella cultura imperiale zarista. La guerra è, in ogni caso un crimine, ma l’alterazione della verità e le bugie interessate viziano le analisi e l’individuazione delle prospettive.

Campagna di Russia

La nostra assurda campagna di Russia

In questa assurda campagna di Russia dobbiamo scegliere se vogliamo salvare gli ucraini o fare la guerra a Putin. Per difendere gli ucraini aggrediti occorre fermare immediatamente questa guerra, attraverso negoziati condotti da autorità europee interposte a quelle belligeranti. Non si difendono invece gli ucraini facendo dilagare il conflitto, modificandone portata e obiettivo.