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I medici a gettone e la sanità pubblica

I medici a gettone sono diventati parte rilevante dell’assistenza ospedaliera. È, per il Servizio sanitario nazionale, l’inizio della fine. Basta fotografare i rientri in Pronto Soccorso di pazienti appena dimessi, i tempi di degenza, l’adeguatezza nell’esecuzione degli esami diagnostici. Il rimedio sarebbe semplice: considerare il Servizio sanitario un bene comune prezioso in cui investire. Ma non sembra che sia così.

L’abbandono sommesso dei giovani medici

La fuga dei medici si tocca con mano: sono medici di famiglia, “urgentisti” del Pronto Soccorso e non solo. Tutti vogliono scappare da condizioni di lavoro difficili, aggravate dalla carenza di personale e mal gestite dalle varie amministrazioni. La crisi investe tutti i livelli e non ha prospettive di miglioramento, almeno a breve termine. Così, consci della situazione, i giovani medici cercano di limitare i danni.

“Benvenuta Omicron”

Omicron ha riportato al centro dell’attenzione dei media ospedali e Pronto soccorso, con gli scenari di sempre. Occorre, ovviamente, agire ora, ma, insieme, bisogna attrezzarsi per una convivenza di medio-lungo termine con il virus. E per farlo si deve guardare seriamente alle strategie potenzialmente applicabili a future pandemie e alla prevenzione delle malattie infettive in generale.