L’imposta “naturale” sul reddito: ci pensa l’algoritmo

Il Parlamento e il Governo discutono di riforma fiscale e tutti promettono una riduzione delle tasse. Intanto c’è, in rete, una proposta provocatoria ma non solo. La fa il sito www.redditonaturale.org: basta inserire l’ammontare del proprio reddito e si vede quale sarebbe l’imposta corrispondente in un sistema progressivo. Con una interessante possibilità di comparazione.

Sempre più ricchi, sempre più poveri

I numeri non mentono: i poveri sono sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi. È la sintesi di quanto emerge dal confronto delle dichiarazioni dei redditi degli italiani negli ultimi cinque anni, dal 2015 al 2019. E ad avere i maggiori incrementi di reddito sono le fasce più elevate. Eppure la progressività fiscale resta un tabù.

La follia di non avere un’imposta patrimoniale

Tassare i ricchi con un’imposta patrimoniale sarebbe giusto, necessario e possibile. E allora, perché non lo si fa? Certo perché la cosa non è gradita a chi dovrebbe pagarla. Ma c’è una ragione politica più forte: se mancano le risorse “bisognerà” privatizzare ulteriormente, i lavoratori saranno più ricattabili e così via.

Yacht, progressività fiscale e Costituzione

Mentre si avvicina la “fase 2” della pandemia, gli strappi e le strumentalizzazioni politiche si sprecano. Per rispondere ai crescenti bisogni sociali e arginare la demagogia della destra non c’è che l’introduzione di un reddito di base incondizionato finanziato da una tassazione progressiva. Chissà che il virus non faccia il miracolo.

Lo shock fiscale di cui c’è bisogno

Non c’è dubbio che l’Italia ha bisogno di uno “shock fiscale”. Ma il suo segno è opposto a quello della flat tax voluta da Salvini. Quel che occorre è reintrodurre una reale progressività, tassare in modo adeguato i patrimoni mobiliari e le successioni, contrastare l’evasione con misure congrue e non solo a parole.

I paradossi della flat tax all’italiana

Chissà cosa direbbe Milton Friedman, l’economista americano padre della flat tax, di fronte all’introduzione in Italia di quell’imposta. La domanda si pone perché la tassa piatta all’italiana è incoerente, applicata in modo disomogeneo e con effetti di grave iniquità. In ogni caso assai diversa da quella ideata da Friedman.