Morire di lavoro. Qualcosa che ho imparato

Gli infortuni sul lavoro sono una piaga che non accenna a diminuire. Quelli mortali e quelli “minori”, che sono la spia di una situazione diffusa (e spesso ignorata). Ma nessuno se ne occupa seriamente. Sono venute meno le soluzioni organizzative collettive e i lavoratori sono soli e impauriti, con conseguenti soggezione e rancore: anche qui brodo di coltura per la destra.

Infortuni sul lavoro oggi

Perché, dal 2006 al 2009, gli infortuni mortali sul lavoro sono drasticamente diminuiti? Perché si è effettuata un’azione ispettiva capillare mirata sui settori e le situazioni più a rischio, identificate in base agli indici di frequenza di tutti gli infortuni (anche di quelli lievi). Poi sono cambiati il lavoro, le leggi, le prassi. E tutto è tornato come prima.

La Svezia e i media al tempo della pandemia

L’informazione sul contrasto del Coronavirus in Svezia ha continuato ad essere deficitaria. È così sfuggito che i problemi emersi al riguardo sono riconducibili non alla scelta di affidarsi alla persuasione anziché ai divieti, ma a gravi lacune nella strategia di prevenzione soprattutto con riferimento alla popolazione anziana.

Come tutelare la salute di tutti

Mentre siamo bloccati in casa, prendiamo un taccuino e riempiamolo di appunti. Sul versante della tutela della salute l’epidemia ci propone, per il dopo, tre impegni ineludibili: superare le strutture residenziali come soluzione ordinaria alle fragilità, ristrutturare la rete dei servizi sul territorio, ripensare una reale prevenzione collettiva.

Quale alternativa a bruciare i rifiuti?

Mentre a Roma si accumulano montagne di immondizia, nel nord ricco di inceneritori si moltiplicano i roghi da rifiuti differenziati. Che fare? C’è una sola strada: prevenzione, riutilizzo, riciclo, recupero di materia e produzione di energia. Lo suggerisce da anni la Comunità europea e, qua e là, è anche praticata. Con successo.