L’autorevolezza perduta del Parlamento (a margine del bis di Mattarella)

La rielezione di Mattarella, dopo quella di Napolitano, induce ad alcune riflessioni. Certo un doppio mandato presidenziale (potenzialmente di complessivi 14 anni) non è tranquillizzante, ma il vero problema è la perdita di centralità di chi elegge il presidente, cioè del Parlamento. A ripristinare quella centralità perduta dovrebbero essere dedicate le prossime riforme.

Democrazia italiana

Democrazia italiana – Finale di partita

L’elezione di Mattarella, decisa sull’asse che va da Palazzo Chigi al Quirinale, certifica la crisi profonda della democrazia italiana, con un Parlamento delegittimato (da sé) e un Esecutivo sempre più autonomo. Mentre si profila la minaccia mortale del Presidenzialismo, che permetterebbe al primo demagogo di turno di prendersi il Paese intercettando le passioni tristi di un popolo disorientato. È questo il pericolo contro cui combattere, da ora!

Quirinale, verità nascoste

Quella del capo dello Stato non è una carica puramente notarile o di rappresentanza, e una scelta sbagliata sarebbe un grave pericolo per le istituzioni. Occorre, dunque, una personalità super partes ma non asettica né sprovveduta. Le regole insite nella Costituzione impongono la scelta di una donna (o di uomo) dalle impeccabili credenziali democratiche

Identikit di un presidente della Repubblica

Lo ha capito anche un’istituzione millenaria come la Chiesa cattolica: il recupero di una credibilità perduta o offuscata richiede, ai vertici, segnali forti di discontinuità. Solo il nostro sistema politico procede come se nulla fosse in un gioco politico indecente, ripetendo vecchi riti e arrivando a proporre per la presidenza della Repubblica nientemeno che Silvio Berlusconi.

“Sono peggio tutti e due”

Ma per il Quirinale è peggio Berlusconi o peggio Draghi? L’elezione del primo aprirebbe uno scenario da incubo. Inutile persino segnalarlo. Ma la scelta del secondo non sarebbe meno devastante. Perché Draghi rappresenta l’anticostituzione fatta ideologia. Come le malattie nascoste non sono meno letali di quelle palesi, le conseguenze dell’arrivo di D. al Quirinale non sarebbero meno letali di quelle dell’arrivo di B.

bugie

Le bugie di Draghi e il marasma prossimo venturo

Il combinato disposto tra la conferenza stampa di fine anno del Presidente del Consiglio Draghi (con relative bugie) e le reazioni dei partiti politici della sua maggioranza (con relativi sgambetti) la dice lunga sul drammatico marasma istituzionale che si rischia a inizio ‘22. E anche sullo strato di ipocrisia che ha avvolto sia le parole dell’uno che quelle degli altri.