Contenuti e incongruenze di una legge incostituzionale

La legge elettorale della destra, approvata in via definitiva l’8 ottobre, è tesa a impedire la vittoria della parte avversa ed è guidata dall’idea che le elezioni devono servire a eleggere non il Parlamento, ma il Governo, dotandolo di una maggioranza assoluta non scalfibile. A questo vizio di fondo si aggiungono numerosi profili di irrazionalità, incongruenze e incostituzionalità.

Il premierato surrettizio

Il progetto della destra di inserire il premierato in Costituzione è naufragato, ma la volontà di concentrare il potere e di imprimere un svolta autoritaria al sistema permane. Si inserisce in questo quadro la nuova legge elettorale che, con il premio di governabilità e l’indicazione del candidato presidente del Consiglio in sede di presentazione del programma, introduce in modo surrettizio il premierato perduto.

Le molte ragioni contro la proposta di legge elettorale della destra

La proposta di legge elettorale della destra è inaccettabile non solo per la dichiarata volontà di impedire, con essa, la vittoria della parte avversa ma anche per la finalità strategica. La sua idea di fondo è che le elezioni devono servire a eleggere non il Parlamento, ma il Governo, dotandolo di una maggioranza assoluta non scalfibile. Di qui una serie di distorsione che meritano di essere evidenziate e denunciare.

Per un 2 giugno democratico e anti-militarista

Da quando Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi la ricorrenza del 2 giugno ha assunto un significato particolare. Ci ricorda, per un verso, il fondamento democratico su cui poggia la Repubblica antifascista, che le riforme della destra cercano continuamente di stravolgere; ci richiama, per altro verso, al compito di prendere sul serio l’art. 11 della Costituzione, sempre più ignorato in questi anni di ubriacatura bellicista.

Legge elettorale: appello di 126 costituzionalisti

Modificare le regole elettorali quasi alla vigilia del voto è politicamente e giuridicamente scorretto. A maggior ragione lo è se si introducono meccanismi di dubbia costituzionalità come un premio di maggioranza abnorme, liste bloccate, pluricandidature e l’indicazione preventiva del candidato presidente del Consiglio. Lo dicono, in un appello diffuso nei giorni scorsi, 126 professori di diritto costituzionale.

Legge elettorale: il Governo tenta il colpo di mano

Spazzata via dall’esito del referendum la prospettiva delle promesse riforme istituzionali, il Governo tenta di scardinare la Costituzione con una legge elettorale da approvare in vista delle prossime elezioni. In essa non manca nulla dell’armamentario della destra: premio di governabilità, indicazione del premier, soglia di sbarramento, liste bloccate. L’obiettivo è quello di introdurre surrettiziamente il premierato.

Il filo rosso che lega referendum e no alla guerra

La Costituzione è stata salvata dai giovani: quegli stessi che, nei mesi scorsi, hanno detto no al genocidio e alla complicità del Governo italiano con le politiche di guerra che stanno sconvolgendo il mondo. Ora bisogna mettere a frutto la lezione: respingendo ogni ipotesi di premierato, rimuovendo le norme che criminalizzano il dissenso, cessando ogni collaborazione militare con Israele e con gli USA.

Lezioni americane: la giustizia

Negli Stati Uniti la Corte Suprema ha ridimensionato i poteri dei giudici di fronte agli “ordini esecutivi” del Presidente. Decisivo il voto dei componenti nominati dallo stesso Trump. È un ulteriore passo verso la fine della democrazia fondata sulla separazione dei poteri. Ed è una lezione anche per l’Italia alla vigilia di riforme costituzionali (dal premierato all’assetto della giustizia) che vanno nella stessa direzione.