La disuguaglianza non conosce crisi

Il report di Oxfam “La disuguaglianza non conosce crisi”, predisposto per l’apertura del World Economic Forum di Davos, documenta un ulteriore aumento della disuguaglianza nel mondo. Pur a fronte di un 2022 nero sui mercati, dal 2020 ad oggi l’1% più ricco si è accaparrato quasi il doppio dell’incremento della ricchezza netta globale rispetto alla quota andata al restante 99% della popolazione mondiale.

L’anno che finisce e quello che verrà

Sta per andarsene un anno orribile. Come pochi altri nella vita della mia generazione, con il succedersi di guerre, disastri ambientali, aumento delle diseguaglianze, violazione dei diritti umani, indebolimento della democrazia. Che fare dunque? Tenere la barra dritta, non accettare aggiustamenti e compromessi al ribasso e continuare, nonostante tutto, a volere la luna.

«Non possiamo più convivere con questa corsa verso l’abisso»

Intervenendo alla Cop27 Lula ha, tra i pochi, segnalato la drammaticità della situazione del mondo e assunto impegni precisi per contrastare il cambiamento climatico: «Dimostreremo che è possibile generare ricchezza senza provocare ulteriori cambiamenti climatici e promuovere crescita e inclusione sociale avendo la natura come alleato e non come nemico da massacrare con trattori e motoseghe».

L’anello debole. Rapporto 2022 su povertà e esclusione sociale in Italia

La fotografia offerta dal Rapporto 2022 di Caritas italiana su povertà ed esclusione sociale è drammatica. Un dato per tutti. Nel 2021 la povertà assoluta in Italia ha confermato i massimi storici toccati nel 2020, anno di inizio della pandemia da Covid-19: le famiglie in povertà assoluta sono un milione 960mila, pari a 5.571.000 persone (il 9,4% della popolazione residente).

Il Pd e l’alibi delle poltrone

La causa della sconfitta del Pd sta nell’essersi trasformato nel “partito delle poltrone”? C’è del vero in questa analisi (in qualche modo avallata dallo stesso segretario Letta). Ma c’è anche un alibi. Il punto, infatti, non stata in una troppo lunga partecipazione al governo ma nelle politiche realizzate o non realizzate in quella permanenza. Di questo soprattutto si dovrebbe parlare.

Napoli. Questue, panni stesi e nuovi regolamenti

È fatto divieto di «raccogliere questue e di chiedere l’elemosina, causando molestie o disturbo ai passanti». Non siamo in un piccolo Comune leghista ma a Napoli, città un tempo tollerante e solidale, dove la giunta “progressista” si appresta a modificare in questo senso il regolamento comunale. Ma la cosa non fa notizia: anzi “nisciuno se ne importa”.

Il rifiuto del lavoro tra “miserie del presente e ricchezza del possibile”

Dal 2019 ad oggi sono circa un milione le persone che in Italia hanno deciso di lasciare il proprio lavoro. E molte di più in altri paesi dell’occidente. Ciò riapre il dibattito sul senso del lavoro (modo per guadagnarsi da vivere, attività necessaria per l’esistenza della società o impegno gratificante in sé) e sulla necessità della sua valenza produttiva.

Come difendersi dall’inflazione: alibi e proposte

A fronte di un’inflazione tornata ai livelli del marzo 1986 non si possono chiedere a milioni di italiani in povertà altre rinunce o sacrifici. Siamo il paese con i più bassi salari e con il più alto numero di lavoratori poveri in Europa. È questo il terreno su cui occorre intervenire. Qui le proposte di alcune realtà impegnate sui territori contro disuguaglianze, povertà e mafie.

USA. Melissa Lucio, ovvero quando l’omicidio è di Stato

L’ultimo ricorso è stato respinto e il prossimo 27 aprile la condanna a morte di Melissa Lucio sarà eseguita, nonostante i molti dubbi sulla regolarità del suo processo. È l’ennesima prova di quanto barbaro sia un paese che non solo prevede ed esegue la pena di morte, ma il cui sistema processuale permette con facilità di condannare senza scampo chi è troppo debole per difendersi.