Il virus della disuguaglianza

La pandemia ha acuito le disuguaglianze preesistenti nel mondo sul piano economico, razziale e di genere. Mentre le vittime del Covid-19 superano i due milioni e i nuovi poveri centinaia di milioni, i patrimoni dei più ricchi hanno raggiunto il tetto 11.950 miliardi di dollari, più di quanto stanziato dai paesi del G20 per rispondere al Coronavirus.

Recovery: i soldi ci sono, manca la “svolta”

Con il Recovery fund sono in arrivo, tra sovvenzioni e prestiti, 209 miliardi di euro. Sul loro utilizzo c’è una bozza di piano. Ma in essa le parole “disuguaglianze”, “povertà”, “assunzioni” non compaiono. Così la situazione sociale resterà immutata e continueremo a dividerci tra chi ha tutto, chi ha poco e i troppi che non hanno niente.

L'”istinto di classe” del virus

L’ultimo rapporto Censis documenta come il virus abbia colpito molto più duro in basso che in alto, impoverendo ulteriormente quelli più poveri e rafforzando i privilegi . L’assenza di una seria politica di contrasto alle diseguaglianze dopo la prima ondata ha trasformato un’emergenza sanitaria in una tragedia sociale.

Libri contagiosi

Perché “niente sia più come prima” non bastano i buoni propositi e le parole augurali. Occorrono interventi specifici e coerenti che pongano le basi per la costruzione di una società in cui tutti abbiano una parte e in cui non esistano più “vite da scarto”. Per cogliere i tratti di questo percorso alcuni libri possono aiutare.

Un reddito di base per cambiare la società

Non si può uscire dalla crisi con misure tampone. Servono misure strutturali che modifichino in profondità gli assetti socioeconomici. Tra queste il reddito di base: non un reddito per stare a casa e istituzionalizzare la povertà, ma ciò che serve per consentire a milioni di persone di partecipare al processo produttivo in condizione di maggiore libertà.

Povertà ed esclusione sociale in Italia 

I dati degli accessi ai centri di ascolto della Caritas – raccolti nel Rapporto sulla povertà del 2020 – sono eloquenti: rispetto al 2019 l’incidenza dei “nuovi poveri” passa dal 31% al 45%; quasi una persona su due accede per la prima volta; aumentano le famiglie con minori, le donne, i giovani, gli italiani (52% rispetto al 47,9%).

Giornata mondiale di lotta contro la povertà

Nel nostro Paese da 7 anni – prima con la campagna Miseria Ladra e poi con la Rete dei Numeri Pari – centinaia di realtà sociali e sindacali si organizzano nella Giornata mondiale per l’eliminazione della povertà per dire a gran voce che questa dovrebbe essere la priorità politica nel nostro Paese.