Le “case dei poveri”: appunti per una storia

La questione, oggi esplosiva, delle case dei lavoratori, dei meno abbienti, dei “poveri” (per usare un termine evocativo) non è certo nuova in Europa. Al contrario, nel corso dell’Ottocento e del Novecento, essa ha assunto una particolare evidenza dando vita a un vero e proprio laboratorio di innovazione del progetto di città in cui si sono cimentati i migliori architetti e progettisti dell’epoca.

Abolire il reddito di cittadinanza e umiliare i poveri: è la destra, bellezza!

È scritto nella legge di bilancio: il reddito di cittadinanza sarà abolito dal 1 settembre per gran parte dei percettori e dal 1 gennaio 2024 per tutti: un milione di persone saranno rigettate nella povertà assoluta. Per addolcire l’operazione si dice che sono “fannulloni”, ma, per lo più, sono semplicemente “non appetibili” per le imprese. È la politica della destra: umiliare i poveri e far pagare loro i costi della crisi.

L’inflazione allarga la forbice tra ricchi e poveri, ma in Italia si parla d’altro

L’alta inflazione fa crescere la distanza tra ricchi e poveri. Lo attesta persino uno studio della Bce. Niente di nuovo se non che, nell’ultimo anno, il fenomeno ha avuto un’accelerazione senza precedenti. Solo il Governo sembra non preoccuparsene, preso dall’esigenza di affermare la propria “identità”, con misure di repressione del dissenso, di mistificazione della storia, di attacco a chi salva vite in mare.

Non-voto e degenerazione oligarchica

Il non-voto è, nel nostro Paese, la prima forza politica. Le sue ragioni strutturali sono la fuga dei partiti dal territorio, la scomparsa di una visione di futuro per cui mobilitarsi, la trasformazione della politica in ordinaria amministrazione. E i suoi principali protagonisti sono i più poveri e i meno istruiti. Con una degenerazione oligarchica che segna la nostra democrazia.

La fiamma nera e l’antifascismo necessario

Come sarà l’Italia sotto la fiamma nera? Per saperlo basta guardare alle numerose regioni e città italiane che già si sono consegnate a una destra che non disdegna Casa Pound. Come sempre le prime vittime sono gli stranieri e i poveri. Superfluo dire che per opporsi a questa deriva non vanno scimmiottati i metodi e le parole della destra ma bisogna trovare nuove parole e inventare nuovi metodi.

Vita reale, bollette, inflazione

L’inflazione e, soprattutto, le bollette di luce e gas galoppano. È una questione di approvvigionamenti e di geopolitica ma non solo. C’è anche la finanza, con le sue dinamiche speculative e le sue aspettative di breve e brevissimo periodo, a guidare i processi economici reali. E c’è il rischio elevato che, ancora una volta, l’aumento dei prezzi faccia crescere il numero degli indigenti.

Sempre più ricchi, sempre più poveri

I numeri non mentono: i poveri sono sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi. È la sintesi di quanto emerge dal confronto delle dichiarazioni dei redditi degli italiani negli ultimi cinque anni, dal 2015 al 2019. E ad avere i maggiori incrementi di reddito sono le fasce più elevate. Eppure la progressività fiscale resta un tabù.

Tassazione e irrazionalità politica

C’è una proposta di togliere l’IMU sulle seconde case e di introdurre una patrimoniale sulla ricchezza superiore ai 500 mila euro. Se ne avvantaggerebbero i più poveri e una parte del ceto medio, mentre a “perderci” sarebbero solo i più ricchi. Ma la politica si straccia le vesti e grida alla “rapina di Stato”.

Accade quel che non doveva accadere

Non doveva accadere che il Paese si trovasse, nella seconda ondata della pandemia, nell’attuale situazione di totale impreparazione. Ora è tardi. Ma, se si vuole restituire credibilità alla democrazia agli occhi dei vecchi e nuovi poveri, bisogna agire con radicalità per spostare l’asse della ricchezza, colpire i privilegi e garantire i diritti.