Modeste proposte per un resettaggio del campo progressista

Il confronto politico tra le forze di opposizione all’attuale Governo è in stallo. Per uscirne occorre abbandonare i luoghi comuni che hanno snaturato la sinistra e liberarsi degli slogan. In concreto è necessario puntare al ritorno al voto dei disillusi (grazie a una ritrovata credibilità), individuare 5 o 6 punti qualificanti su cui stipulare un’alleanza con gli elettori, non avere paura delle primarie e ritrovare la passione per la politica.

La falsa rivolta della destra sociale

C’è una destra che non ama Wall Street, non sogna Silicon Valley e non considera il mercato l’ultimo giudice della storia. È la cosiddetta “destra sociale”, di cui è espressione Giorgia Meloni, simbolo del populismo contemporaneo che critica il capitalismo ma si allea, con la destra economica. La sua genialità politica consiste nel dare agli elettori popolari il nemico simbolico e ai ceti dominanti il beneficio materiale:

La Brexit, simbolo delle nostre contraddizioni

Dieci anni fa la Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’UE, è stata un vero spartiacque nella politica europea. Essa è stata determinata da una crisi specifica della società e del sistema parlamentare inglese, ma anche da ragioni di carattere più generale. Due in particolare: i guasti sociali prodotti dalla centralità del mercato perseguita a testa bassa dal liberismo e i populismi reattivi coltivati spregiudicatamente dalla destra.

Umberto Bossi: non folklore, veleno per la democrazia

Bossi se ne è andato e c’è chi lo considera uno statista. Dimenticando i fucili contro Roma, l’astio contro i terroni, il più rum meno rom, i “bingo bongo”, la garrota per gli omosessuali, le pallottole di gomma sugli immigrati travestiti da leprotti. Eppure in un tempo di genocidi e di guerre non si può ridurre al pittoresco questa spregiudicatezza. Non erano battute di un uomo in canottiera, ma ferite profonde alla democrazia.

Argentina. Perché ha vinto Milei?

Il 26 ottobre si sono svolte in Argentina le elezioni di metà mandato. Contro le previsioni, il partito del presidente Milei ha vinto con il 40,84% dei voti moltiplicando la sua rappresentanza parlamentare. Le ragioni sono molte: l’intervento a piedi giunti degli Stati Uniti, il malgoverno precedente, la divisione e la mancanza di un progetto dell’opposizione, un voto giovanile sedotto dal populismo di Milei.

Chico, i maranza e il populismo mediatico

L’attenzione dei media alle vicende giudiziarie è, insieme, crescente (fino a trasmissioni televisive dedicate) e a corrente alterna, a seconda del clamore dei fatti e dello status sociale di vittime e protagonisti. Così la stampa e i mezzi di comunicazione di massa, anziché strumenti di controllo del potere, diventano armamentario di disinformazione e propaganda volte a riprodurre paure, pregiudizi e divisioni sociali.

A volte ritornano. Il premierato assoluto che piace a Giorgia

Nel bel mezzo delle tensioni internazionali su guerre e dazi, tra divisioni e litigi nella maggioranza, la presidente del Consiglio rilancia la riforma del premierato: per dare stabilità – afferma – al sistema e restituire ai cittadini il potere di scegliere da chi saranno governati. Non è così: la riforma produrrebbe, al contrario, una torsione plebiscitaria, incompatibile con una forma di governo democratica.

La Germania al voto tra populismo e crescita della destra radicale

Combattere il populismo con il populismo sembra essere la principale chiave di lettura della campagna elettorale tedesca. Con l’apertura a destra di Friedrich Merz, favorito come prossimo cancelliere per la CDU/CSU, poi, il dibattito si è incentrato sulla rottura del tabu della collaborazione con la formazione di destra radicale AfD. La sola variante nelle ultime settimane è l’aumento del gradimento della Linke.

I due dittatori

La mera esecrazione della tendenza verso la destra più pericolosa che si diffonde nel mondo non serve a niente, così come non serve indorare l’amara pillola. Bisogna sperare e agire perché ritorni la volontà di cercare ancora le vie per usare le conquiste della intelligenza collettiva per il bene comune e non come strumenti di arricchimento dei pochi e del loro dominio. Ripensando il socialismo contro la barbarie.