Crono

5 stelle. Per chi suona la campana…

Le convulsioni dei 5stelle nascono dalla sindrome di Crono del loro padre fondatore, ma sbaglia chi festeggia, perché in realtà è tutto il nostro sistema politico a uscirne dinamitato. Non il governo Draghi, che accentuerà il suo carattere padronale, ma l’assetto democratico spostato fortemente e destra.

Itanglismi, tecnicismi e populismi

L’uso di anglo-americanismi a gogò è diventato un segno della debolezza della nostra vita politica e sociale. Come è stato scritto, “è segno della perdita di forza della nostra lingua e del nostro stesso pensiero”. Oltre che dell’egemonia di un “potere non chiaro”. Come antidoto occorre creare una cultura nuova e attiva.

Il mondo in bilico

L’esito in bilico delle elezioni americane è l’emblema della drammatica ambiguità del tempo che stiamo vivendo. Un tempo di incertezze in cui la vita stessa dell’umanità è soggetta al rischio della rovina sul piano ambientale, sul piano sanitario e su quello politico (non rimosso dall’eventuale sconfitta di misura di Trump).

Il voto nelle “terre ballerine”

E’ difficile sostenere che quella del 20 e 21 settembre è stata una “vittoria per due” (Zingaretti e Di Maio). Ma sicuramente è stata una sconfitta per uno (Matteo Salvini). Da essa il governo esce teoricamente rafforzato, ma non certo “salvo”. Piuttosto dalle urne emerge un’ulteriore personalizzazione del voto che impone contromisure democratiche.

L’undicesima piaga si chiama Matteo

Speculare su un’emergenza come quella del Corona virus per un pugno di voti in più nei sondaggi è una forma di sciacallaggio. Di fronte a un fenomeno che non comprendiamo e che stentiamo a misurare, più che sparare sentenze dovremmo ascoltare chi studia il fenomeno. E contrastare senza mezzi termini chi pensa di usarlo a danno di tutti.

Chi ha tradito i territori

Non lasciamo che l’unica voce udibile contro la distruzione dei luoghi sia quella delle retoriche populiste e sovraniste. Come ci mostra un recente libro di Anna Marson, il territorio è ben altro rispetto al valore finanziario dei terreni edificabili. Un principio che troppo spesso le amministrazioni di ogni colore tradiscono.