“Giorgia”: una candidatura e quattro inganni

Giorgia Meloni “scende in campo” per le elezioni europee cumulando, insieme, quattro inganni: si candida come capolista in ogni circoscrizione a puro titolo di “acchiappavoti”, sottrae tempo ed energie all’attività di governo, indebolisce la componente femminile delle proprie liste, corona l’operazione chiedendo un voto con il solo nome di battesimo così rivelando un delirio populistico da caudillo sudamericano.

La democratura che viene

Il premierato assoluto rompe con la Costituzione antifascista e istituzionalizza una confusa forma di Governo populista, che comprime i diritti, delegittima le opposizioni e sabota il Parlamento. Prepararsi al referendum costituzionale è cruciale per una ricucitura democratica dal basso diretta ad evitare la compressione autoritaria in atto e lo scivolamento dell’Italia verso una forma di “democratura”.

Parlare con il popolo, per non cadere nel populismo

Parlare con il popolo è molto diverso da parlare al popolo; anzi, è proprio l’opposto. È uno scambio bidirezionale, che alterna dire e ascoltare. Invece, parlare al popolo, in un’unica direzione, è la modalità tipica dei populisti di ogni genere, che non hanno bisogno di sentire, perché ritengono di sapere già cosa conviene dire. È una considerazione che sarebbe bene tenere sempre presente. Anche a sinistra.

Messico: una democrazia a rischio?

A Città del Messico si confrontano piazze contrapposte, a favore e contro la proposta di riforma presidenziale che mira a colpire l’INE, l’istituto indipendente incaricato di garantire la correttezza dei processi elettorali, e a ridurre drasticamente il numero dei parlamentari. Due riforme che avrebbero gravi conseguenze sullo svolgimento delle elezioni generali del 2024.

Crono

5 stelle. Per chi suona la campana…

Le convulsioni dei 5stelle nascono dalla sindrome di Crono del loro padre fondatore, ma sbaglia chi festeggia, perché in realtà è tutto il nostro sistema politico a uscirne dinamitato. Non il governo Draghi, che accentuerà il suo carattere padronale, ma l’assetto democratico spostato fortemente e destra.

Itanglismi, tecnicismi e populismi

L’uso di anglo-americanismi a gogò è diventato un segno della debolezza della nostra vita politica e sociale. Come è stato scritto, “è segno della perdita di forza della nostra lingua e del nostro stesso pensiero”. Oltre che dell’egemonia di un “potere non chiaro”. Come antidoto occorre creare una cultura nuova e attiva.

Il mondo in bilico

L’esito in bilico delle elezioni americane è l’emblema della drammatica ambiguità del tempo che stiamo vivendo. Un tempo di incertezze in cui la vita stessa dell’umanità è soggetta al rischio della rovina sul piano ambientale, sul piano sanitario e su quello politico (non rimosso dall’eventuale sconfitta di misura di Trump).