La politica e il gioco delle elezioni

La lezione de voto, in Toscana e non solo, è chiara. Se una sinistra non liberista, etica, rispettosa dell’ambiente e delle relazioni umane può rinascere in Italia, non può partire dalle scadenze elettorali e dalle liste. Quello è un altro gioco, mentre oggi è una specie di infinito ballottaggio fra l’orrore e il meno peggio.

Ha vinto il Sì. Viva il No!

La vittoria del Sì nel referendum è stata netta, anche se il No ha dimostrato di non essere marginale nel Paese. Che fare ora, nel nuovo assetto istituzionale caratterizzato da una virata maggioritaria? Ragionare su nuove strade. Con due obiettivi prioritari: riunificare il campo che si è diviso nel referendum e aggiornare il modo di fare politica.

Contro la democrazia diretta: un approccio editoriale

L’ultimo libro di Francesco Pallante è una riflessione politica appassionata. Ma si presta anche a un’analisi editoriale. Cosa si richiede a un libro, oggi? Di avere buoni contenuti, ovviamente; ma anche di essere comprensibile, esauriente, approfondito e, ciononostante, succinto. Requisiti che si trovano in “Contro la democrazia diretta”.

Per ricostruire la sinistra oggi

C’è nel Paese una rete ampia e articolata di movimenti e associazioni che fanno riferimento ai valori tradizionali della sinistra ma, da tempo, un fossato la separa dalla politica che produce rappresentanza nelle istituzioni. Colmare quel fossato significa ricostruire una sinistra politica. O, almeno, provarci.