La trappola del centrodestra

Si annuncia, per il Paese, un avvenire inquietante all’insegna del populismo affaristico di Berlusconi, di quello razzista della Lega e di quello di diretta matrice fascista che, insieme ai grandi poteri economici e finanziari, hanno giocato bene le loro carte. Le alternative sul piano politico sono assai fragili. Converrà che i cittadini si attrezzino per difendere loro il regime democratico.

Precariato, welfare e PNRR

A partire della legge Treu le pubbliche amministrazioni hanno preso ad assumere precari e a patrocinare accordi con il privato, profit e no profit, cui sono state esternalizzate porzioni crescenti di welfare. Con gli effetti ben noti. Oggi una pioggia di denaro sta per arrivare su questo welfare aziendalistico e clientelare. Se non si volta pagina, non basteranno i soldi a migliorare la situazione.

34° Rapporto Italia

La crisi è profonda e articolata. Il PNNR prova a dare delle risposte. Intanto cresce la consapevolezza del necessario spostamento del pendolo del rapporto tra Stato e mercato a favore del primo, che deve riacquistare il ruolo di soggetto primario, promotore di un nuovo sviluppo sostenibile sul piano economico, ambientale e sociale. A questo intreccio di problemi è dedicato il34° Rapporto Italia dell’Eurispes.

Verso un’economia di guerra

Nessuno, due mesi fa, immaginava che la guerra avrebbe sconvolto, in poche settimane, anche le prospettive della nostra economia. Invece, è tornato lo spettro della recessione, con l’inflazione mai così alta da 30 anni a questa parte, e il PNRR già superato nella sua impostazione di fondo. Purtroppo, siamo solo all’inizio e ormai si parla apertamente di economia di guerra.

Casa e abitare nel PNRR

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrebbe essere finalizzato a realizzare un futuro di stabilità e di armonia sociale. In esso, peraltro, manca un settore specifico dedicato a un tema fondamentale al riguardo: quello della casa e dell’abitare, che chiama in causa molteplici aspetti. Sotto il profilo economico, poi, il PNRR vi dedica meno di 14 miliardi di euro. Carenze, bisogni e prospettive in un quaderno della Caritas.

Nord, Sud e spartizione delle risorse: ultima chiamata

Il PNRR può essere l’occasione per colmare il divario territoriale che attanaglia il nostro Paese. Ma per farlo occorre abbandonare il pregiudizio infondato secondo cui al Sud vengono destinate più risorse pubbliche che al Nord e definire a livello centrale i servizi che devono essere garantiti a tutti e per fornire i quali regioni ed enti locali devono disporre delle necessarie risorse.

Draghi è il garante della società che non vogliamo

Contrastare l’attuale modello di società passa per l’opposizione al Governo Draghi, che vuole “ammodernare il sistema” ma lasciarne inalterati gli equilibri. Ciò che occorre è, invece, un fisco ridistributivo, un piano di assunzioni pubbliche, la riduzione della precarietà lavorativa, il rilancio del pubblico in settori strategici, una sanità pubblica e gratuita, un vero reddito di base. Un programma, non un’utopia.

Dove ci porta il PNRR?

Abbiamo un Piano. Anzi, addirittura un Piano quinquennale, il PNRR. Ma è bene non farsi illusioni. Il vero piano sembra quello di rafforzare il dominio del mercato, del privato sul pubblico, con l’aiuto di più ingenti risorse pubbliche. Questo l’esito dell’analisi delle diverse “missioni” curata dalla Scuola per la buona politica e da Volere la Luna.

Quale ripresa economica? C’è poco da essere ottimisti

L’ottimismo di maniera su una presunta crescita in atto nel nostro Paese è del tutto ingiustificata: siamo solo di fronte a un (parziale) recupero della caduta verticale intervenuta nel 2020. Per di più le tendenze in atto della nostra economia, disastrose sul versante sociale, sono confermate dal PNRR e dalla legge di bilancio. Nel silenzio di quel che resta della sinistra e del sindacato.