Draghi è il garante della società che non vogliamo

Contrastare l’attuale modello di società passa per l’opposizione al Governo Draghi, che vuole “ammodernare il sistema” ma lasciarne inalterati gli equilibri. Ciò che occorre è, invece, un fisco ridistributivo, un piano di assunzioni pubbliche, la riduzione della precarietà lavorativa, il rilancio del pubblico in settori strategici, una sanità pubblica e gratuita, un vero reddito di base. Un programma, non un’utopia.

Dove ci porta il PNRR?

Abbiamo un Piano. Anzi, addirittura un Piano quinquennale, il PNRR. Ma è bene non farsi illusioni. Il vero piano sembra quello di rafforzare il dominio del mercato, del privato sul pubblico, con l’aiuto di più ingenti risorse pubbliche. Questo l’esito dell’analisi delle diverse “missioni” curata dalla Scuola per la buona politica e da Volere la Luna.

Quale ripresa economica? C’è poco da essere ottimisti

L’ottimismo di maniera su una presunta crescita in atto nel nostro Paese è del tutto ingiustificata: siamo solo di fronte a un (parziale) recupero della caduta verticale intervenuta nel 2020. Per di più le tendenze in atto della nostra economia, disastrose sul versante sociale, sono confermate dal PNRR e dalla legge di bilancio. Nel silenzio di quel che resta della sinistra e del sindacato.

No all’ipocrisia: proposte per la sanità nel PNRR

La vulgata mainstream promette un futuro radioso, grazie al PNRR, del sistema sanitario e della salute dei cittadini. In realtà c’è, in questa narrazione, molta ipocrisia come si vede dall’analisi delle questioni della trasparenza informativa (inesistente) e della cosiddetta centralità del territorio (evocativa di prossimità, cura, domiciliarità, infermieri di famiglia etc.).

Digitalizzazione e innovazione: cosa dice il Piano di ripresa e resilienza?

Oltre a prefigurare una “società completamente digitale”, il PNRR si propone di trasferire in cloud tutti i servizi della Pubblica amministrazione, appaltandoli di fatto a grandi aziende private d’oltreoceano. Una scelta preoccupante, che esclude la creazione di un’infrastruttura digitale pubblica, in grado di garantire sicurezza, trasparenza e indipendenza.