Non ci interessa vincere la guerra, vogliamo vincere la pace

Sabato 5 novembre, a Roma, si è consumato un evento straordinario. Con una partecipazione eccezionale per quantità e qualità. Tantissimi giovani e giovanissimi si sono ritrovati in sintonia con i più anziani, nel “ripudio” della guerra, delle sue logiche, del suo linguaggio. Con un obiettivo esplicito nonostante maldestri tentativi riduzionisti: non ci interessa vincere la guerra, vogliamo vincere la pace!

Di nuovo in piazza il popolo della pace

Cessate il fuoco subito, negoziato per la pace, mettiamo al bando tutte le armi nucleari, solidarietà con il popolo ucraino e con le vittime di tutte le guerre: con queste parole d’ordine il popolo della pace ritorna nelle piazze di tutta Italia dal 21 al 23 ottobre e, poi, a Roma il 5 novembre. Di fronte all’inerzia e alla complicità dei governi la parola passa alle donne e agli uomini di buona volontà.

La sinistra sotto il TAV

Il 10 novembre, a Torino, è sceso in piazza l’establishment. La cosiddetta sinistra di governo ha partecipato e applaudito. Ma in un’Italia con 18 milioni di cittadini sulla soglia di povertà una sinistra che riparta dalla piazza dei ricchi e dalle grandi opere inutili non solo non è una sinistra: è anche morta.

Le piazze di oggi

Per fortuna, c’è stato il 10 febbraio a Macerata: quei 30.000 che hanno capito da subito qual’era “la cosa giusta”. E per fortuna c’è la mobilitazione di oggi, la piazza romana e le tante piazze italiane. Perché minimizzare la minaccia di questa destra orribile e spudorata è un atto suicida per una democrazia già lesionata.