Il ministro Sangiuliano, Venezia, la patria

Il ministro Sangiuliano, nel rallegrarsi per l’esclusione di Venezia dai siti dell’Unesco in pericolo per le condizioni del loro patrimonio, fa sfoggio di un patriottismo legato all’idea ottocentesca di nazione e polemizza con chi non la condivide. Eppure dovrebbe sapere che difendere Venezia non significa mandarla in Russia con le scarpe di cartone solo perché noi italiani siamo brava gente…

2 giugno: quale festa per quale Repubblica?

2 giugno: festa della Repubblica. L’impulso, nei tempi oscuri che attraversiamo, è scrivere di ciò che minaccia la Repubblica: la politica bellicista, l’autonoma differenziata, il presidenzialismo, la disumanizzazione dei migranti, la repressione del dissenso. Ma c’è un modo diverso per festeggiare il 2 giugno: ricordare le lotte di chi pratica la democrazia conflittuale e sociale, e parteciparvi.

Il teatrino dei mercanti di armi

Giorgia Meloni indossa il cappello d’alpino, Benito La Russa propone il ripristino della leva, Guido Crosetto istituisce il Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della difesa, Repubblica apre con il titolo a tutta pagina “Le armi italiane salvano vite”, Schlein si adegua. In un delirio di “onore alla Patria”, “guerre umanitarie” e “bombe intelligenti” a soccombere sono la Costituzione e il senso della misura.

Piemonte: “Dio, patria e famiglia” sulla pelle delle donne

Da quattro anni la maggioranza del Consiglio Regionale del Piemonte conduce una campagna contro la legge sull’interruzione di gravidanza e l’autodeterminazione delle donne, tra l’altro devolvendo risorse al privato integralista e facendolo entrare in ospedali e consultori. L’ultima tessera del mosaico è il raddoppio dello stanziamento per il Fondo Vita Nascente: un milione, di cui 250mila euro per propaganda e consulenze.

Contro ogni nazionalismo

Il nazionalismo, con la complicità della guerra, sta uccidendo l’umano. Ebbene, in queste ore, in cui torna a risuonare nei discorsi di politici e giornalisti un terribile amore per la guerra è vitale trovare la forza per prendere le distanze dalla propaganda, e per criticare innanzitutto la nostra parte e la nostra patria. In un momento in cui tutta l’umanità è in pericolo, l’unica identità che conta è quella umana.

“Patria o morte”

Il titolo di questo intervento può sembrare retorico e nazionalista, quindi tipicamente di destra: ma era il motto di Ernesto Guevara. Ed è un motto giusto anche qui e ora. Le decisioni politiche che hanno il massimo effetto sulla vita delle persone vengono prese a livello nazionale. Questo, dunque, deve essere il terreno del massimo impegno per la sinistra.