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La Pasqua più difficile

È una Pasqua piena di angoscia. Assistiamo a mattanze che pensavamo superate dal sentire collettivo. La regola è la guerra: di popoli, di culture e di economie tra di loro, del genere umano contro l’ecosistema, del genere maschile contro quello femminile. A fronte di ciò la Pasqua, per un cristiano, deve essere segno di alterità, di riferimento a un amore che non cerca il sacrificio ma lo accetta se può essere luce per altre e altri.

Pasqua di resurrezione: non solo per i cristiani

Pasqua 2023, Pasqua di guerra. E di riflessione. Su un Dio fragile che soffre con gli uomini e per questo è credibile. Pasqua ci propone un Dio radicalmente dedito all’umano. Il Dio dei Vangeli, che ha voluto abitare il creato con sudore, lacrime, sorrisi, lutti e feste e che, per questo, ci interpella con l’unico argomento che vale davvero: l’essere stato con noi. E che ci mostra la strada, nonostante tutto: resusciteremo con lui.

Che Pasqua celebriamo?

Cosa significa celebrare la Pasqua, soprattutto per noi chiese d’Occidente? «Esci, popolo mio, da Babilonia!», gridava il profeta dell’Apocalisse alle prime comunità cristiane dell’Asia Minore. Anche noi se vogliamo salvarci, dobbiamo uscire dal sistema di sfruttamento in cui siamo intrappolati. Questa è la nostra Pasqua.