Mario Draghi e i polli di Renzi

La Banca sopra la Politica, il Nord sopra il Sud, i maschi sopra le donne. Questa appare, ridotta all’essenziale, la struttura del nuovo governo: una fotografia perfetta dello stato di cose esistente e delle sue inamovibili gerarchie. Così si vorrebbe cancellare l’anomalia selvaggia del voto del 2018. Rischiando di preparare un disordine peggiore e un vulnus alla democrazia.

La politica non c’è. Che si fa?

I partiti politici sono “morti che camminano” e l’associazionismo, pur vitale, è frantumato. Che fare? Intanto si potrebbe cominciare, a livello locale, a costruire momenti strutturati di confronto fra i movimenti e a creare momenti di elaborazione e formazione comune. Forse è poco, ma è, almeno, un punto di partenza.

A proposito di mandato imperativo

Nel “contratto di governo” di M5Stelle e Lega si prevede l’introduzione, con modifica costituzionale, del vincolo di mandato, cioè dell’obbligo per gli eletti di attenersi strettamente alle indicazioni del partito in cui sono stati eletti e del relativo programma elettorale. Apparentemente, non sembra una cattiva idea ma a ben guardare…