Le lapidi partigiane: in città e in montagna

In città come in montagna, distratti da diverse ragioni, passiamo spesso di fianco a lapidi che ricordano nomi, per lo più sconosciuti, di chi ha partecipato alla Resistenza perdendoci la vita. In genere non ci fermiamo e non le vediamo. Eppure sono la nostra storia. Fermarsi, leggere e riflettere ci può rinfrescare la memoria sulle origini della Repubblica e aiutare a reagire all’offesa alla memoria portata dai fascisti al governo.

Il 25 aprile coinvolge anche il Sud

Il 25 aprile del 1945, quando venne proclamata l’insurrezione generale a Milano, il Mezzogiorno era già stato liberato da 19 mesi. Ciò spiega le ragioni per cui la festa del 25 aprile è maggiormente celebrata nelle città del Centro-Nord. Ma non va dimenticato il contributo alla Resistenza, con fatti specifici e con la partecipazione alla lotta partigiana anche in ruoli di primo piano, di militari ed emigrati provenienti dal Sud.

Una cittadinanza onoraria a Emanuele Filiberto di Savoia? No, grazie

L’amministrazione comunale di Valdieri ha concesso la cittadinanza onoraria all’ultimo rampollo dei Savoia, Emanuele Filiberto. Contro tale decisione, che offende tutti i democratici e la memoria dei partigiani che proprio lì iniziarono la Resistenza cuneese, si sono sviluppate diverse iniziative di protesta che possono essere sostenute sommergendo il Comune di Valdieri sotto una valanga di email.

La lezione dell’8 settembre contro il diritto all’odio

L’8 settembre 1943 è una delle date più importanti della nostra storia perché per gli Italiani, abituati a nicchiare, fu il momento della scelta, dell’inevitabile confronto con la propria coscienza. Anche per i meno consapevoli. Ma di recente essi hanno pur votato e alcuni di loro, venendo allo scoperto dopo ottant’anni di semi-clandestinità, hanno scelto liberamente e orgogliosamente un governo di estrema destra.

La storia falsificata in omaggio all’Italia fascista: il caso di Norma Cossetto

Screditare la Resistenza falsificando la storia è una pratica diffusa ma non innocente. Ne è un esempio la strumentalizzazione della vicenda di Norma Cossetto, studentessa istriana fucilata nel 1943 da partigiani jugoslavi in un’azione contro i fascisti: vittima della guerra e umanamente da rispettare, ma non “martire della nazione”, come si sostiene, facendo torto alle sue stesse idee.

Un 25 aprile in Val Susa

Anche questo 25 aprile è stato, in Val Susa, un giorno di impegno, oltre che di memoria. Prima l’incontro solidale con chi sostiene i migranti su un altro confine, a Trieste; poi un grande corteo no Tav, con le sezioni Anpi della Valle schierate in difesa dei diritti e contro la militarizzazione del territorio. La Resistenza è oggi.

Maestri traditi

Pietro Chiodi “fu filosofo per la stessa ragione per cui fu partigiano. Si trattava di realizzare con mezzi diversi uno stesso scopo: quello di contribuire ad emancipare l’individuo e ad affermarne in modo completo l’umanità” (Abbagnano). Un bel libro ci ricorda ora la distanza tra quel mondo d’impegno, e il nostro presente, fatto di selfie e di finti dibattiti televisivi.