Le elezioni regionali: il crollo della rappresentanza e della partecipazione

L’insegnamento delle elezioni in Sardegna e in Abruzzo è univoco. Vota il 50% degli aventi diritto e gli effetti distorsivi di leggi elettorali che prevedono premi di maggioranza molto elevati e soglie di sbarramento altrettanto alte sono enormi. La democrazia si riduce alla scelta di un capo e la sua sostanza pluralistica svanisce. È la cultura della destra. E la sinistra?

Per un manifesto contro la città autoritaria

L’autoritarismo è sempre più connotazione esplicita e implicita dei governi delle aree urbane a livello globale. Ciò avviene sulla base di alcuni elementi comuni: l’egemonia delle rendite immobiliari, la privatizzazione e militarizzazione dello spazio pubblico, la segregazione socioeconomica ed etnica, il deficit di partecipazione/coinvolgimento dei cittadini, l’uso della sostenibilità come strumento di esclusione.

Dietro l’angolo, un premierato torbido

È un premierato torbido quello previsto nel disegno di legge costituzionale varato dal Governo. Torbido perché, con il mito della stabilità, veicola il dis-equilibrio dei poteri, l’abbattimento della partecipazione e una democrazia subordinata a un capo o, più propriamente, un’autocrazia. Occorre reagire. Subito. Prepararsi a un referendum oppositivo costruendo una contro-egemonia nel segno del conflitto sociale dal basso.

Volere la Luna a congresso

Volere la Luna ha cinque anni. In questo periodo c’è stato, nella società e nella politica, un ulteriore regresso: l’Italia è in guerra; la povertà, la disuguaglianza e gli attacchi all’ambiente crescono; abbiamo un governo di conclamata derivazione fascista; l’involuzione del sistema politico ha assunto dimensioni macroscopiche. E tutto ciò accade senza che si manifestino, nel Paese, reazioni significative. Che fare?

La psichiatria non è un’isola

La psichiatria, se separata dall’analisi della società, è un inganno. Prescrivere un antidepressivo a un cassaintegrato disperato o alle madri in cerca del figlio desaparecido non fa che convincerli di essere malati. Occorre uscire dalla logica malattia/assenza di malattia ed esplorare territori complessi nel segno della partecipazione e della solidarietà.

Il pericolo del presidenzialismo, intervista a Gustavo Zagrebelsky

Il presidenzialismo è una forma di estremismo da usare con cautela. A differenza dei regimi parlamentari, che si fondano sull’interlocuzione e sul confronto, quelli presidenziali prevedono uno che vince e uno che perde, o si sta di qua o di là. E fino alla nuova elezione si resta servi dei vincitori. Per questo mi preoccupa la riforma proposta da Giorgia Meloni, che rischia di portarci in un regime alla Orbán.

Un confronto difficile

Il dibattito sulle prospettive di Volere la Luna e, in generale, della politica stenta a decollare. È un segno dei tempi. Occorre rilanciare la partecipazione dal basso e combattere le diseguaglianze, ma come? E poi, mentre critichiamo la politica tradizionale tocchiamo con mano che un cambiamento radicale deve coinvolgere le istituzioni. E allora non ci resta che continuare a parlarci e a formarci.

Giorgetti, Draghi e il semipresidenzialismo all’italiana

Politici e giornalisti vanno pazzi per il semipresidenzialismo alla francese, magari intrecciato con la variante Giorgetti. A torto. Il modello, infatti, è impraticabile a Costituzione invariata e politicamente pericoloso perché disincentiva la partecipazione, marginalizza ulteriormente il Parlamento ed esalta la tendenza, già così diffusa, ad affidarsi a “uomini della provvidenza”.