Ucraina: l’ultimo appello di Francesco

Mentre i rischi di una guerra nucleare si accentuano il papa dedica l’intera riflessione domenicale alla pace. Con un appello più concreto che mai: «tacciano le armi!», e dunque un cessate il fuoco immediato; poi, si ripristini l’integrità territoriale dell’Ucraina; infine, si rispettino i diritti delle minoranze russofone e le legittime preoccupazioni della Russia. È, forse, l’unico equilibrio possibile.

Benedetto chi dice no

Benedetto chi dice no

I corpi straziati di Bucha non sono un’eccezione atroce, sono il volto e il corpo della guerra, Questa è il mostro, e quella è la ferocia. Sempre. In ogni conflitto e anche nella guerra scatenata da Vladimir Putin contro l’Ucraina. Una guerra che nessuno ha saputo (o voluto) prevenire e impedire. La gran parte dell’umanità non vuole questo orrore e se ne sente innocente, ma in realtà tutti ne siamo colpevoli.

Memoranda/ Catastrofe

La catastrofe rende impossibile, sempre e comunque, il ritorno a un prima. Ma non bisogna tacere che, purtroppo, anche con questa immane, inedita, inimmaginabile catastrofe ci saranno ceti e gruppi che trarranno profitto e ceti popolari e marginali che diventeranno sempre più deboli, poveri, bisognosi di cure.

Il “cuore di tenebra” dei nostri giorni

A commento della Via Crucis con Papa Francesco Magdi Allam ha scritto un commento su Facebook che costituisce una sintesi dell’odio e dell’intolleranza contemporanea, resa più terribile dai post dei suoi lettori. Ritornano in mente le ultime parole di Kurtz, il misterioso demone di Cuore di tenebra, che muore dicendo: “L’orrore, l’orrore…”