25 settembre, il rimosso e gli spettri

La campagna elettorale appena conclusa è stata caratterizzata dalla rimozione di elementi decisivi: la posta in gioco reale della guerra in Ucraina, la fine degli assetti ideologici e geopolitici novecenteschi, le trasformazioni indotte dalla pandemia nella politica e nell’immaginario collettivo. Sono rimozioni che la probabile deriva verso il peggio ci impedirà di eludere.

34° Rapporto Italia

La crisi è profonda e articolata. Il PNNR prova a dare delle risposte. Intanto cresce la consapevolezza del necessario spostamento del pendolo del rapporto tra Stato e mercato a favore del primo, che deve riacquistare il ruolo di soggetto primario, promotore di un nuovo sviluppo sostenibile sul piano economico, ambientale e sociale. A questo intreccio di problemi è dedicato il34° Rapporto Italia dell’Eurispes.

Reclusi senza colpa: i malati delle Rsa al tempo del Covid

A due mesi dalla dichiarazione di cessata emergenza pandemica, i pazienti delle Rsa giungono al raccapricciante traguardo di quasi 900 giorni di più o meno rigido isolamento: oltre 28 mesi di restrizioni nei contatti con le famiglie, nell’accesso ai servizi fuori dalla struttura, nella condivisione di luoghi, esperienze con i propri cari. Eppure si potrebbe e dovrebbe fare altrimenti.

L’occasione sprecata della pandemia

A più di due anni dall’inizio della pandemia, è tempo di chiedersi se l’esperienza del confinamento abbia avuto effetti duraturi, e quali, sulle nostre società. È stata solo una momentanea interruzione del nostro modo ordinario di vivere? O va interpretata come una forma di sospensione, propedeutica a un ripensamento radicale del nostro modello di sviluppo?  

Morti sul lavoro: la strage senza fine

Prendere o lasciare, c’è la fila di altri disgraziati in attesa, devi scegliere tra lavoro e diritti. Uomini e donne, italiani e migranti, giovani al primo mese di lavoro e anziani che avrebbero dovuto già essere in pensione. Crescono i morti, del 49%, persino rispetto all’anno scorso, un anno con più di 1.200 caduti sul fronte del lavoro senza contare lavoratori al nero e medici e infermieri vittime del Covid.

“Un quasi festival”. Tre giorni di incontro di pensieri critici

Dopo la pandemia, la guerra. E, senza interruzione, la crescita delle disuguaglianze e della crisi climatica. Ma l’establishment continua sulla propria strada e accusa chi esprime dubbi di essere antiscientifico, disfattista e via seguitando. In questo contesto, parlare fuori da coro e coltivare la memoria e il pensiero critico è già un atto politico. Anche a questo serve un “quasi festival”.

27° Rapporto sulle migrazioni

Guerra e flussi migratori sono un tutt’uno. L’Europa, scossa dalla fuga di massa dall’Ucraina, lo sta toccando con mano. Ma non è cosa nuova, come documenta il 27° rapporto dell’Ismu, che ricostruisce i flussi prodotti, dopo la contrazione conseguente alla pandemia, dalla catastrofe umanitaria dell’Afghanistan. Una fotografia utile anche per affrontare il futuro.

Il Brasile in clima preelettorale

In Brasile mancano otto mesi alle elezioni. Bolsonaro, travolto dal suo malgoverno, è, nei sondaggi, in caduta libera (20-25%) mentre il suo avversario, Lula, è al 40-45% e sta tessendo alleanze per vincere al primo turno. Il clima politico si sta scaldando e Bolsonaro mostra di non voler accettare un’eventuale sconfitta. Tempi difficili aspettano il Paese.