I guasti non li fa l’intelligenza artificiale ma chi la manovra

L’intrusione non autorizzata di agenti di Intelligenza Artificiale in server protetti di Hugging Face ha suscitato l’allarme su una presunta autonomizzazione dell’IA. Non è così. Il software di OpenAI non è sfuggito al controllo ma ha realizzato gli obiettivi assegnatigli di trovare vulnerabilità nei sistemi di sicurezza. Per questo erano state disattivate le misure di sicurezza: cosa che si poteva e doveva evitare.

L’intelligenza artificiale e l’apprendista stregone

Di recente la cronaca ha riportato, con toni fantascientifici, la notizia che un modello sperimentale di OpenAi ha violato il sito Hugging Face. L’incidente, pur ancora da chiarire compiutamente, è la dimostrazione empirica che, quando chiediamo a queste macchine di trovare la soluzione a ogni costo, rischiamo di ottenere ciò che abbiamo chiesto ma nel modo in cui meno avremmo voluto.

L’intelligenza artificiale in tribunale: la denuncia del New York Times

Il New York Times ha fatto causa a OpenAI e a Microsoft accusandole di utilizzare massivamente e abusivamente le sue pubblicazioni giornalistiche per alimentare e “istruire” i propri sistemi di intelligenza artificiale. Il procedimento ha suscitato grande scalpore. Giustamente, perché ad essere coinvolti, oltre al diritto d’autore, sono gli effetti delle nuove tecnologie sul modo di percepire e interpretare la realtà