image_pdfimage_print

Le ONG e il decreto sicurezza: «Noi continueremo a salvare vite»

Il Governo predispone un nuovo “codice di comportamento” per le navi delle ONG impegnate in salvataggi nel Mediterraneo, tentando, in realtà, di impedirne o limitarne al massimo l’attività sulla falsariga di quanto già previsto dai precedenti ministri dell’interno Minniti e Salvini. La risposta delle ONG è netta e immediata: continueremo a salvare vite e ad applicare il diritto del mare e il diritto internazionale.

«Sulle ONG Piantedosi ha detto il falso»

Il ministro dell’interno Matteo Piantedosi, riferendo al Parlamento, ha accusato le ONG impegnate in operazioni di salvataggio nel Mediterraneo, di avvertire le autorità a cose fatte. Gli risponde il capo missione della nave Geo Barents, Juan Matias Gil: «Il ministro mente. Gli Stati ricevono l’allarme di imbarcazione in pericolo nell’istante in cui arriva a noi. È tutto documentato. È l’Italia che, come Malta, ignora le segnalazioni».

Il Governo ritiri subito i decreti che impediscono lo sbarco dei naufraghi nei nostri porti

I decreti ministeriali che consentono lo sbarco solo ad alcuni dei naufraghi salvati da navi delle ONG e respingono gli altri fuori dalle acque territoriali nazionali sono manifestamente illegittimi. È, dunque, necessario che il Governo li ritiri subito e consenta lo sbarco a tutti i naufraghi costretti a rimanere sulle navi di soccorso.

L’ammiraglio Alessandro: «Ai naufraghi va assegnato un porto vicino e sicuro»

«Una “nave pirata” contravviene alle norme internazionali ed esercita violenza su imbarcazioni e persone che solcano il mare. Le navi delle ONG, invece, salvano vite. Qui parliamo di persone che soccorrono altre persone. Come in terremoti, pandemie, guerre. Il soccorso è un’emergenza che comincia quando prendo a bordo persone in pericolo e si conclude quando toccano terra. In un porto vicino e sicuro».

L’Italia e i migranti. Parola d’ordine: bloccare gli ingressi

Non inganni l’accoglienza dei rifugiati ucraini. La politica dell’immigrazione del governo italiano resta il blocco degli ingressi. Comunque. Finanziando e appoggiando la guardia costiera libica, cercando di fermare le partenze nel cuore dell’Africa, eliminando ogni soccorso in mare, criminalizzando le ONG che operano nel Mediterraneo, prevedendo flussi d’ingresso regolari irrisori.

Respingere i migranti e criminalizzare la solidarietà

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: è il reato per cui sarà processato nei prossimi giorni il presidente di Baobab Experience, colpevole di aver aiutato, nel lontano 2016, otto ragazzi provenienti da zone di guerra del Sudan e del Ciad, a raggiungere il Campo della Croce Rossa di Ventimiglia. A di là della retorica, nel nostro Paese, emigrare e aiutare i migranti continua a essere un reato.