Civitanova, Italia: ammazzare un “negro” nella generale indifferenza

Alika è stato ammazzato di botte e il suo aggressore, per completare l’opera, gli si è seduto sopra e gli ha schiacciato la testa a terra. Nell’indifferenza generale o nella curiosità morbosa. La sua colpa? Era nigeriano, nero. Facile dire che il suo assassino è un poveretto, con disturbi mentali. Sarà anche così. Ma l’omicidio è il frutto di un razzismo e di un odio predicati a piene mani.

Voghera. Spezzare il silenzio

Sull’uccisione di Youns El Boussetaoui con un colpo di pistola esploso dall’assessore alla sicurezza di Voghera è calato il silenzio: nei media, nella città, nelle istituzioni. È il tentativo di rimuovere le responsabilità culturali e politiche di chi, in questi anni ha diffuso a piene mani, razzismo, intolleranza, rifiuto delle diversità, esclusione sociale.

Saman, Hina e le altre

Sembra ormai certo: Saman è stata uccisa dai suoi parenti perché indisponibile a subirne scelte e imposizioni. Devianze individuali, certo. Ma anche il portato di una cultura che, invece di contaminarsi, si è chiusa in un ghetto che ne ha esaltato gli aspetti più arcaici e maschilisti. Per rompere la spirale ci vogliono interscambio e laicità.

Un’inchiesta senza fine: l’omicidio Palme 34 anni dopo

Olof Palme, il premier svedese ucciso nel 1986, è stato autentico interprete di una politica di solidarietà internazionale, amato a sinistra e odiato a destra. Ciò ha moltiplicato le richieste di verità sulla sua morte. Ma il 10 giugno scorso anche l’ultima Commissione d’inchiesta ha lasciato il caso irrisolto, limitandosi a generici sospetti.