Gli apprendisti stregoni dell’egemonia culturale

La destra italiana sembra aver scoperto Gramsci come si scopre un utensile dimenticato in cantina: non per comprenderlo, ma per usarlo. La parola magica è “egemonia culturale”, ridotta, peraltro, a una faccenda di stanze, poltrone, nomine, organigrammi. È l’illusione di chi crede che la cultura sia un palazzo da espugnare. Ma l’egemonia, se si è davvero capito Gramsci, non è il bottino del potere: ne è la condizione.

Il CSM e le nomine: una testimonianza

Mentre infuriano le polemiche sulla questione morale in magistratura giunge la notizia della morte di Salvatore Senese, già segretario di Magistratura democratica, magistrato di altissima caratura morale e politica. Nel 2008 Senese concorse all’incarico di Procuratore generale della Cassazione ma non venne nominato. Interessante la testimonianza di un intervento svolto allora nel CSM.