Una lettera dal carcere

Nicoletta è in carcere da oltre un mese, quasi interamente trascorso nella sezione “nuove giunte”, caratterizzata da precarietà e ridotta socialità. In una lettera riflette sul carcere: «un’istituzione finalizzata unicamente al controllo sociale, la risposta repressiva a quei diritti che tante costituzioni sanciscono, ma che restano lettera morta».

Interruzione di pubblici servizi?

Ogni giorno sull’autostrada del Frejus il traffico è paralizzato per il cambio turno degli agenti in servizio al cantiere di Chiomonte. Sabato il palazzo di giustizia di Torino è stato chiuso per “timore di manifestazione”. Intanto, Nicoletta è in carcere per interruzione di pubblico servizio. C’è qualcosa che non torna. A dir poco.

Nicoletta: pensando a Steinbeck e Bruce Springsteen

Rifiutando le misure alternative al carcere, Nicoletta si colloca in una tradizione di ribellione e coerenza tramandata da scrittori e poeti. Risuonano nel suo gesto, l’eco di Steinbeck e di Bruce Springsteen, di “Furore” e di “Ghost of Tom Joad”, e le ragioni di chi, opponendosi all’ingiustizia, viene criminalizzato.

Nicoletta, noi, la politica

Nicoletta Dosio ha scelto di andare in carcere piuttosto di chiedere misure alternative. Il suo è un gesto politico che richiede un seguito coerente. C’è una possibilità: la grazia, non come provvedimento di clemenza ma come atto di giustizia e di discontinuità. Chiederla spetta a noi, anche per cercare di aprire una nuova stagione politica.