Guccini o dell’elogio politico della contingenza

Non possiamo essere che ciò che non siamo davvero. È questo il grande filo conduttore che muove le fila dell’opera di Francesco Guccini: l’elogio della contingenza. Cioè, l’essenza della politica moderna. Per questo mi stupisce il fatto che la commozione per la sua morte si confonda con giudizi cauti sulla qualità politica della sua opera. Guccini è stato – tra i grandi cantautori italiani – quello più coerentemente politico.

Nihil

Nihil

Metà dei pazienti non vaccinati rifiuta terapie indispensabili. La forza della loro negazione viene da una controfede: niente è vero. È la forma attuale di nichilismo, posizione inespugnabile perché non ammette obiezione e verifica, e conferisce un malcelato senso di superiorità, repressa volontà di potenza.