Il mondo si è ingolfato

La gabbia neoliberista, potenziata dalla rivoluzione elettronica, rivela le sue pulsioni suicide. E sembrerebbe arrivata al capolinea la pretesa di regolare il globo asservendolo a una supposta razionalità del capitale. Ci resta il detto spagnolo Mal de todos consuelo de tontos, tanto più lucido e realistico del nostro Mal comune mezzo gaudio. O, più seriamente, la resilienza.

La madre di tutte le pandemie

La normalità ci ha procurato la pandemia e non la si è saputa affrontare in maniera adeguata. Oggi la maggior parte dell’umanità non vuole continuare a vivere in un mondo tanto ingiusto, ineguale, omicida dell’ambiente. Sapremo trarre un vantaggio da questo terremoto globale per costruire finalmente un mondo migliore?

Draghi, lupi, faine e sciacalli

L’articolo di Mario Draghi sul Financial Times segna davvero una svolta dall’ultra-liberismo al keynesisimo? E’ lecito nutrire dei dubbi. Appare più una riconversione del vecchio paradigma in tempi difficili: ancora una volta un modo per ribadire la centralità del “privato” socializzando i costi dopo aver privatizzato i benefici.

Mai più neoliberismo, mai più queste politiche

«Soldi ai ricchi affinché qualcosa sgoccioli anche per i poveri». Questo ciarpame liberista ha forgiato, negli ultimi trent’anni, la struttura economica e sociale nel nostro Paese. Per invertire la tendenza una politica di sinistra deve ripartire da parole semplici, “mai più neoliberismo, mai più queste politiche”, ed essere coerente.