La sinistra italiana e l’Europa. Restare servi o diventare europei

Nel mondo trionfano il suprematismo nazionalista, l’odio per gli immigrati, la negazione dello Stato di diritto, la persecuzione delle minoranze. In questo contesto L’Europa, pur tradendo in buona parte le attese, ha limitato le diseguaglianze sociali (costruendo più robusti sistemi di welfare) e tutelato i diritti individuali. Sta alla sinistra rilanciare un progetto di costituzione per gli Stati Uniti d’Europa.

Il nazionalismo non abita a sinistra

L’inadeguatezza dell’Europa, governata dai potentati economici e dal peggior liberismo, sta facendo nascere un nuovo “nazionalismo di sinistra”. È, peraltro, una prospettiva sbagliata. Le disparità da abbattere sono all’interno delle nazioni e solo il progressivo abbattimento delle frontiere può portare a un futuro di pace e di benessere. La sinistra sovranista e nazionalista è un ossimoro. La sinistra è internazionalista o non è.

La corona e la tiara. Trump, l’America e Dio

Trump è seduto alla scrivania della Sala Ovale mentre una decina di leader religiosi gli impongono le mani in preghiera. La scena, in noi europei, suscita ilarità, ma non può essere liquidata con ironia. Quella scena – e l’alleanza che esprime – è il punto di arrivo di una trasformazione costruita nel tempo. Trump ha ereditato linguaggi religiosi, reti organizzative e forme di mobilitazione risalenti e le ha portate al centro del potere.

La destra italiana è fascista

La destra italiana – Fratelli d’Italia, ma anche la Lega e, per certi profili, Forza Italia – è una destra di stampo fascista? Alla domanda risponde, affermativamente, l’ultimo libro di Tomaso Montanari che si addentra, testi alla mano, nell’abisso di quel che, con la Costituzione antifascista, si voleva cancellare: la razza, il nazionalismo, l’identità, l’antisemitismo, il patriarcato, l’autoritarismo, le diseguaglianze, l’indottrinamento.

Il sogno di Israele: annientare i palestinesi

Prima il genocidio, poi la minaccia di occupare l’intera striscia di Gaza. Ma dove vuole arrivare Israele? La risposta è drammaticamente semplice: all’annientamento dei palestinesi, come proclamato dai padri storici del sionismo secondo i quali, letteralmente, “i palestinesi non esistono”. Tutto sta scritto, sin dal 1948, nelle parole, tanto profetiche quanto inutili, di due ebrei illustri come Einstein e Hannah Arendt.

Morte e apologia dell’universalismo

Srebrenica e Gaza, dove l’Onu e il diritto internazionale sono morti, devono toccarci nel profondo. La sinistra ha sempre diffidato dell’universalismo. E con buone ragioni. Ma ora che esso e le sue istituzioni sono morte, nessuno può fermare la violenza indiscriminata dei nazionalisti. Davvero possiamo continuare a diffidare dell’universalismo, mentre siamo circondati dai nazionalismi?

Il 2024 e la fine del sogno europeo

Tra le molte cose negative che il 2024 ci lascia in eredità c’è la fine dell’Europa come l’avevamo immaginta, anzi la fine dello stesso sogno europeo. La crisi era evidente da tempo, ma il procedere della guerra l’ha fatta precipitare trasformando l’Europa da garante di pace in fonte di guerra e rendendola irriconoscibile. Si apre così una nuova stagione piena di incognite. Se una sinistra esiste, ad essa spetta guidarla e gestirla senza timore di aprire conflitti.

L’avvenire ormai è quasi passato

Noi che eravamo giovani nell’89 vedevamo dinanzi a noi un orizzonte sereno e sognavamo un futuro colmo di speranza. In quell’epoca, il treno della Storia era stato messo su un binario che correva verso un avvenire luminoso. Purtroppo quell’avvenire che ci avevano promesso con la caduta del muro di Berlino è tramontato nell’arco di una generazione, e alla fine la parola è tornata alle armi.