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“Arming Europe” – L’Europa si arma

La denuncia è di un rapporto di Greenpeace. Nell’ultimo decennio, la spesa per le armi nei Paesi Nato dell’Unione europea è cresciuta 14 volte più del loro Pil complessivo. In Italia la spesa per i nuovi sistemi d’arma è passata da 2,5 miliardi di euro a 5,9 miliardi. Un passo verso la militarizzazione che rischia di destabilizzare ulteriormente l’ordine internazionale e anche di rallentare la crescita dell’economia.

L’Ucraina è in ginocchio e l’Europa alla canna del gas. Intervista al generale Mini

In Ucraina le prospettive più fosche sono state superate dalla realtà: mezzo milione di soldati ucraini morti, 14 milioni di espatriati, un paese divorato dalla corruzione, l’Europa alla canna del gas, gli Stati Uniti che arretrano davanti al resto del mondo, la prospettiva di un allargamento del conflitto in vista di un nuovo ordine mondiale.

Mettete dei fiori nei vostri cannoni!

Dopo 500 giorni la guerra in Ucraina ha perso tutti i suoi obiettivi: si sono rivelati irrealizzabili sia gli obiettivi di Putin (sottomettere l’Ucraina), sia quelli del Governo ucraino (recuperare i territori persi nel 2014), sia quelli dell’Alleanza occidentale (infliggere una sonora sconfitta alla Russia). La guerra è diventata un massacro che si autoalimenta. Ora basta! Torniamo a gridare: «Mettete dei fiori nei vostri cannoni!».

La guerra in Ucraina, le responsabilità dell’Occidente

La politica e i media occidentali continuano a presentare la sciagurata avventura militare di Putin in Ucraina come la follia di un novello Hitler, deciso a soggiogare l’Europa. Non è così, come dimostra un recente saggio dello storico americano Benjamin Abelow. L’invasione dell’Ucraina, ingiustificabile e criminale come tutte le guerre, è stata la prevedibile risposta a 30 anni di provocazioni USA e NATO.