Birmania al dunque

La giunta militare golpista in Birmania/Myanmar è sull’orlo del collasso. Lo annuncia Zin Mar Aung, ministra degli esteri del governo ombra del National Unity Government. Ma, soprattutto, lo confermano i successi dei gruppi ribelli operanti nelle zone periferiche e della r esistenza nella grande regione centrale del Paese. Il David resta David con la sua fionda, ma il Golia non è più ciecamente convinto di essere Golia, l’imbattibile gigante.

Birmania-Myanmar: una guerra che dura da più di 70 anni

C’è un paese in Asia, tra i più ricchi di risorse e dotato di una crudele bellezza, la Birmania-Myanmar, in cui è in corso una guerra che interpreta fedelmente i canoni dei manuali novecenteschi: eserciti schierati, bombardamenti aerei, artiglieria, guerriglia. Ma, non essendo in Europa, non ci divide in opposte tifoserie e non ci fa paura, anche perché ci è ignota (o perché ci abbiamo fatto il callo).

Rohingyas e Rojava: il crimine del silenzio    

In questa estate, in cui il dibattito pubblico è occupato dalla siccità e dalla guerra in Ucraina, ci sono alcuni grandi assenti. Tra questi i Rohingyas e i popoli del Rojava, nei cui confronti è in atto un vero e proprio genocidio ad opera del Myanmar e della Turchia nel silenzio (interrotto solo da qualche dichiarazione di facciata) e con la complicità della comunità internazionale.

Italia-mondo: il diritto non umano

Il processo e la condanna di Mimmo Lucano sono esemplari di una situazione ormai consolidata a livello internazionale. Da tempo, ormai, il diritto non è più sinonimo di garanzia delle persone e delle democrazie, ma è protagonista di una vera e propria guerra (warfare) che garantisce l’impunità dei “pochi e privilegiati” rispetto ai “più e destinati al ruolo di vittime”.