Gli Uffizi ridotti a succursale di palazzo Chigi

Gli Uffizi hanno un nuovo Consiglio d’amministrazione, voluto da Alessandro Giuli, il “ministro per caso” (come ama presentarsi) più organico di ogni altro al Governo in carica. È un trionfo di incompetenza, subalternità alla politica e conflitto di interessi che trasforma la Galleria fiorentina in succursale di palazzo Chigi. Per questo ho rassegnato le dimissioni dal comitato scientifico. Restare significherebbe essere complici.

A cosa serve Leonardo?

C’è stato un tempo in cui le opere d’arte si spostavano come pedine sulla scacchiera della politica, mosse da sovrani, papi e cardinali. Si sperava che, con l’art. 9 della Costituzione, qualcosa fosse cambiato. Il prestito al Louvre dell’“Uomo vitruviano” dimostra che non è così. Un libro descrive le tappe di questo malcostume e i tentativi di resistervi.

Se la Signora di Klimt fa la ragazza immagine

Il marketing domina i musei. Anche la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza gioca sull’immagine e punta tutto sul Ritratto di signora di Gustav Klimt, definito sul sito del museo “il Klimt”. Non importa se ciò oscura e tradisce la ricchezza di un museo singolarissimo. Ciò che conta è il richiamo, l’esca, non la cultura.

Rino, il rinoceronte fossile

La storia di Rino, il rinoceronte i cui resti fossili sono stati trovati negli scavi della ferrovia Torino-Genova, ci descrive un passato che, se non si pone un argine ai cambiamenti climatici in atto, può ripetersi. Per questo Rino dovrebbe uscire dai musei o, meglio, i musei dovrebbero diventare luoghi di frequentazione di massa.