“Naza” ovvero la banalità del male
“Naza” non è un film sul genocidio ma su chi lo giustifica. 24 soldati, appartenenti a unità d’élite, descrivono la routine della macchina di morte azionata a Gaza, un adempimento burocratico o poco più. Uccidendo e dando fuoco a tutto, anche ai ricordi, alle foto, ai libri. Renderlo esplicito ha suscitato, in Israele, un’ondata di isteria collettiva. Perché ha fatto cadere la maschera: per Israele e per noi.
