Gradisca, nel CPR una morte annunciata

Un migrante georgiano muore dopo un pestaggio nella struttura friulana. La versione ufficiale parla di una rissa, quella “alternativa” di percosse da parte della polizia. Le indagini sono in corso. Ma una cosa è certa: aperto da poche settimane, il CPR di Gradisca sembra un carcere di massima sicurezza ed è una polveriera.

Il credo di Salvini: «Viva la muerte!»

Impedire il salvataggio in mare, come fa il decreto sicurezza bis, ha un effetto evidente: la morte, programmata e imposta come metodo di controllo dei flussi migratori. Si tratta di una vera e propria legge razziale perché esclude dal godimento dei diritti fondamentali alcune categorie di persone individuate di fatto sulla base della razza.