Meta patteggia per 16 miliardi. Poteva andargli molto peggio

Meta, proprietario di Instagram e Facebook, tratto in giudizio da 29 Stati per avere consapevolmente favorito un uso compulsivo dei propri social da parte di minorenni, ha scelto di chiudere il procedimento con un patteggiamento di 16,7 miliardi di dollari. La cifra è all’apparenza enorme ma l’epilogo è, tutto sommato, un buon affare per l’azienda, che ha evitato così un crescente danno reputazionale e altri procedimenti.

Punire gli adolescenti?

Tra i 14 e i 18 anni lo sviluppo neurobiologico e psicologico delle persone non si è ancora completato. Per questo tutti gli Stati stabiliscono regole per accertare in concreto la capacità e l’imputabilità degli adolescenti autori di reati. Ma il Governo ha deciso che non è necessario. Anche i quattordicenni devono essere puniti. Sempre. Scelta inutile e controproducente, ma non importa. Ciò che conta è dare apparenti rassicurazioni.

“Io non ti credo più”. VIII Rapporto sulla giustizia minorile

L’VIII Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile, redatto sulla base dei dati e di visite dirette negli istituti, offre uno spaccato inquietante. L’entità della cosiddetta criminalità minorile è ampiamente sotto la media europea e le denunce crescono in maniera limitata ma l’area della detenzione aumenta. Per la prima volta da 30 anni, gli istituti sono sovraffollati e cresce la sfiducia nella possibilità di un effettiva rieducazione.

L’ispettore Callaghan a Caivano

L’annunciato decreto-legge Caivano è un manuale. La storia della sua approvazione e il clima politico in cui è maturato costituiscono una didattica esemplare di quella politica “legge e ordine” che preferisce l’ispettore Callaghan agli investimenti in scuola, servizi sociali, prevenzione. Eppure la realtà di tutto il mondo mostra che la repressione smodata nei confronti di bambini e ragazzi produce solo maggiore violenza.

Ragazzi dentro. Rapporto sulla giustizia minorile in Italia

I reati commessi da minorenni diminuiscono significativamente, in quantità e in qualità. E le presenze di ragazzi e ragazze in carcere sono sempre più ridotte. È, dunque, maturo il tempo per un intervento legislativo comprensivo di un’ampia depenalizzazione e dello spostamento dell’attenzione su interventi educativi e giustizia ripartiva.