Riace, 30 anni dopo. Una lezione inascoltata

Sono passati 30 anni dall’approdo su una spiaggia ionica di un veliero con 300 curdi in cerca di rifugio e dall’inizio del progetto di Riace che ha accolto, nel tempo, 6000 migranti ed è diventato un modello nel mondo. Il suo animatore, Mimmo Lucano, è stato processato con accuse infondate e vessato in ogni modo e il progetto ridimensionato. Ma resta la dimostrazione che c’è un’alternativa a chiusura e respingimento.

Le bugie su Ceuta e il collasso demografico

Ceuta è esemplare. Un’operazione di immagine, dettata da ragioni geopolitiche e costata centinaia di morti, viene spacciata per un’invasione: della Spagna e dell’Europa. Poco importa se nessuno, dal Marocco, è entrato nel continente europeo e se i potenziali invasori sono quasi tutti rientrati in patria. L’importante è “difendere la razza” e seminare la paura anche se, senza migranti, l’Italia e l’Europa si spopolerebbero.

L’esperienza dei migranti per affrontare la crisi climatica

Il successo delle destre, in tutto il mondo, è costruito sul rigetto o su misure persecutorie nei confronti dei migranti. La sinistra gioca di rimessa ma non ha una proposta propria. Eppure l’alternativa esiste e sta nella valorizzazione dei migranti e della loro esperienza nei paesi d’origine ai fini dell’individuazione di soluzioni tecniche, organizzative, sociali e culturali adeguate ad affrontare la crisi climatica.

In piedi, sdraiati!

È vero, l’epoca delle forti appartenenze è finita e le ragazze e i ragazzi che incontriamo sono disincantati rispetto alla dimensione tradizionale della politica. Ma dobbiamo, per questo, considerare irreversibile il venir meno del rapporto tra movimenti e iniziative dal basso e livello istituzionale? Non lo credo. Quel rapporto è stato, in altri periodi, intenso e fecondo. Forse si può riprovare. In piedi, quindi, “sdraiati”!

L’alternativa alla remigrazione

Nei confronti del migranti non ci sono, nel nostro Paese, solo odio e rifiuto. Ci sono, circondate dal silenzio o considerate marginali, molte esperienze virtuose che rappresentano la vera alternativa alla “remigrazione”. Se esistesse una Sinistra dovrebbe avere il coraggio di condurre una battaglia a partire da qui, dalla comunicazione e dalla spiegazione che esiste un’altra storia fatta di accoglienza.

Acquaformosa: il borgo arbëresh in cui è passato il mondo

756 metri sul livello del mare, nel Parco del Pollino, 900 abitanti, borgo di origine albanese, Acquaformosa è, insieme ai comuni vicini, terra di accoglienza. “Dal 2010 – dice l’ex sindaco, Giovanni Manoccio – sono state accolte oltre 5000 persone provenienti da 4 continenti, 51 nazioni con prevalenza dell’Africa sub Sahariana, oltre 200 etnie e tantissime religioni. Nei nostri piccoli Paesi è passato il Mondo”.

Il grido di Prevost: i morti in mare non sono frutto del caso

Leone XIV a Lampedusa è stato lapidario. Subito è iniziata la corsa a interpretare e minimizzare, ma il papa non poteva essere più preciso: “I morti in mare non sono frutto del caso, sono la conseguenza di decisioni prese e di decisioni mancate”. Sono dichiarazioni che collocano la Chiesa cattolica non solo contro i governi ma contro il capitalismo della globalizzazione. Nella speranza che ci sia la forza per continuare.

Contro l’afasia del presente: il pensiero di Elvio Fassone

Elvio Fassone se ne andato venti giorni fa. Ricordarlo in maniera adeguata significa riattivarne il pensiero politico: dalla critica della post-democrazia alla centralità del lavoro, dei migranti, del carcere e della pena, fino alla necessità di uscire dall’afasia politica del presente e di riprendere in mano il progetto di un mondo finalmente misurato sulla Costituzione nata dalla Liberazione.