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Si scrive nucleare, si legge profitto

Il nucleare pulito non esiste, non è dietro l’angolo e non è più economico di altre fonti di energia. Ma, come tutte le grandi opere, promette rilevantissimi profitti privati pagati dalle casse dello Stato. Dunque, perché cercare altre strade, turbando il sacro mercato? Ci sono rischi per le generazioni future? Forse, ma «perché dovrei preoccuparmi dei posteri? Cos’hanno mai fatto i posteri per me?».

La sanità oltre la privatizzazione

Dopo la privatizzazione si assiste, per la Sanità, alla concentrazione di capitali e alla finanziarizzazione, che affidano le politiche del settore al “mercato” e ai “mercanti”. In Italia ciò accade soprattutto nel settore farmaceutico e nella Regione Lombardia ma il fenomeno è in espansione. Per arginarlo non c’è che il protagonismo del pubblico, cioè l’opposto della politica di questo Governo (e di quelli che lo hanno preceduto).

La libertà fragile delle donne

C’è, all’interno del femminismo una vivace contrapposizione, e talora un vero e proprio scontro, sui temi della libertà di prostituirsi, della libertà di portare avanti gravidanze per altri e della libertà di indossare o meno veli islamici. Un recente libro di Valentina Pazé segnala i rischi di un approccio che trascuri le condizioni materiali delle donne e non approfondisca il rapporto tra scelta e mercato.

Si scrive fisco, si legge Stato

La riforma fiscale approvata nelle grandi linee dal Governo favorisce i ricchi e penalizza i poveri. Basterebbe, ma c’è di più. Essa disegna un mondo in cui è esclusivamente il mercato a plasmare la società e allo Stato è assegnato un compito residuale. Così le tasse sono viste come il castigo per coloro che tramite il loro lavoro si occupano di costruire la società piuttosto che produrre direttamente ricchezza.

Come scoraggiare l’autoproduzione di energia…

Sullo sfondo della transizione energetica è divenuto di attualità il tema delle comunità energetiche rinnovabili cioè di gruppi di utenti che si mettono insieme in un dato contesto territoriale per produrre da sé, da fonti rinnovabili localmente disponibili, l’energia di cui hanno bisogno. Un’idea semplice e rivoluzionaria, ma non gradita agli operatori del settore, che sono subito corsi ai ripari.

Autoprodurre l’energia da rinnovabili locali? La legge c’è ma non la fretta…

Un piccolo passo verso la gestione dell’emergenza energentica è stato fatto, in Italia, con il riconoscimento delle comunità dell’energia rinnovabile, aggregazioni di utenti che si uniscono per far fronte ai propri bisogni a partire da risorse rinnovabili reperibili nel luogo in cui vivono. Il riconoscimento è avvenuto con una legge del 2020 che, peraltro, non è ancora in vigore. E già iniziano le speculazioni.

guerra in casa

La guerra in casa – Il tradimento/3

L’Ucraina vissuta, infinitamente diversa dall’Ucraina madiatizzata, raccontata per Volere la luna da un imprenditore che lì ha lavorato per oltre trent’anni, dalla caotica transizione post-sovietica fino alle ultime settimane che hanno preceduto l’invasione russa. Una testimonianza preziosa per chi vuol capire, fuori da schemi ideologici e tifoserie di schieramento.

Quando la concorrenza è contro la Costituzione

L’articolo 6 del disegno di legge sulla concorrenza consente al mercato, cioè ai privati, di estendersi nel settore dei servizi pubblici rendendo marginale il ruolo dei Comuni. Eppure il disegno costituzionale è un altro: quello di assicurare a tutti la fruizione dei diritti fondamentali. Per questo è in atto una campagna per lo stralcio dell’articolo dal disegno di legge