Mediterraneo: la strage continua

La foto del piccolo Joseph, di appena sei mesi, morto tra le braccia dei medici dopo il salvataggio in mare, ha rotto per un attimo il silenzio sulla strage dei migranti sulla rotta libica. Ma la strage continua, favorita dal respingimento di massa realizzato dall’Italia e dall’Europa con la delega del controllo dei flussi alla Guardia costiera libica.

Annegare nell’indifferenza

Le morti nel Mediterraneo continuano con un ritmo impressionante. Ma le autorità italiane ritirano nelle acque territoriali i mezzi navali in passato utilizzati per il salvataggio e ostacolano in ogni modo l’intervento delle navi delle organizzazioni umanitarie. La cultura del rifiuto e dell’intolleranza sembra vincente.

Le vite dei migranti contano?

I migranti continuano a morire. In mare e sulle spiagge o nei centri di detenzione libici. A migliaia. Eppure UE e Italia continuano a collaborare con la Guardia Costiera Libica nelle intercettazioni di massa di migranti nel Mediterraneo e nel loro respingimento in Libia. Lo documenta un dossier di alcune ONG diffuso il 17 giugno.

Migranti: il genocidio nascosto dal Covid-19

L’emergenza sanitaria del Covid-19, strumentalizzata dagli Stati, ha contribuito a dare una parvenza di legalità a politiche migratorie che integrano veri “crimini contro l’umanità”. Col terrore ossessivo del pericolo per i propri cittadini l’Occidente sta cancellando il diritto alla salute e alla vita degli “altri”.

Il rifiuto di Pia

Pia Klemp, capitana delle navi Sea Watch 3 e Iuventa, ha rifiutato l’onorificenza conferitale dalla municipalità di Parigi per la sua attività nel Mediterraneo contestando le pratiche di mancata accoglienza della città nei confronti dei migranti. «Permessi di soggiorno e case per tutte e tutti!», ha aggiunto.

Il Mediterraneo è una casa comune

«Il Mar Mediterraneo è stato la casa comune di civiltà millenarie … oggi è divenuto la fossa comune di migliaia di giovani…». Sono le prime parole di un manifesto predisposto da Open Arms (e già sottoscritto da diversi comuni spagnoli e italiani) in cui si denunciano le politiche di respingimento dei migranti e viene lanciata la costituzione di un’alleanza tra città solidali.

Inadeguatezza e vergogna

Diceva Dario Fo: “La merda ci arriva fin qui” e con la mano destra indicava il mento, per poi proseguire, dopo una pausa: “Per questo camminiamo a testa alta”. Ormai non possiamo nemmeno più camminare a testa alta, ridotti all’impotenza della ripetizione. Possiamo però non stancarci di ripetere che non è così che si vive.   Che l’umanità è fatta per un mondo diverso

Popoli che si spostano

La realtà odierna e i graffiti maltesi del 1.500 a.C. raccontano la stessa semplice storia: il Mediterraneo non è una barriera da fortificare, ma una strada da percorrere. E da migliaia di anni il flusso, in tutte le direzioni, è inarrestabile. Con buona pace di Salvini.