Germania. Alla guerra col kebab

Mentre in Italia la destra insiste nella guerra al commercio etnico, in Germania il Governo usa il kebab e le kebaberie come strumenti di propaganda per convincere i giovani, soprattutto di origine turca, ad arruolarsi. L’invito viene veicolato da slogan e QR code stampati sulla carta, colorata come una tuta mimetica, che avvolge i döner kebab. È una forma di marketing più sofisticata di quanto sembri, che sta dando frutti.

Sport: quanto è difficile ritirarsi!

L’età anagrafica per l’addio allo sport si allunga sensibilmente in una lunga eclissi che consente ancora guadagni e popolarità. Ma la parabola dei campioni sensibili al messaggio degli sponsor e del marketing assai più che a quello del corpo rende a volte patetico il tentativo di rimanere sulla cresta dell’onda.

Se la Signora di Klimt fa la ragazza immagine

Il marketing domina i musei. Anche la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza gioca sull’immagine e punta tutto sul Ritratto di signora di Gustav Klimt, definito sul sito del museo “il Klimt”. Non importa se ciò oscura e tradisce la ricchezza di un museo singolarissimo. Ciò che conta è il richiamo, l’esca, non la cultura.