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Il colore dei manganelli

La repressione della protesta e le violenze di polizia in funzione di ordine pubblico non sono, nel nostro Paese, una novità. Ma le manganellate di Pisa di due settimane fa segnano un salto di qualità: per il clima politico circostante, per la copertura della politica, per la saldatura in atto tra Governo e apparati di sicurezza e per l’accanimento nei confronti di antifascisti e pacifisti. Guai a sottovalutarlo.

Violenze di polizia a Torino: una tradizione sabauda

A Torino, nei giorni scorsi, un corteo di studenti che protestava per l’arrivo di Giorgia Meloni in città è stato disperso dalla polizia con manganellate e cariche di inutile violenza. È, ormai, una sorta di tradizione sabauda. Ma ciò che ogni volta sorprende è il seguito giudiziario: contestazioni a pioggia di resistenza a pubblico ufficiale per i manifestanti e mai un rilievo per violenze ed eccessi di polizia.

Le manganellate agli studenti sono solo la punta dell’iceberg

Vedere studenti e studentesse pestati/e è orribile; peggio se è il potere a esercitare violenza. Ma è solo la punta dell’iceberg di una scuola che, nell’accettazione rassegnata di tutti, rinuncia sempre più alla propria funzione critica e addestra i lavoratori del futuro a essere funzionari obbedienti e ossequiosi. Per fortuna una parte degli studenti comincia a ribellarsi.