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Oddio si sono ristrette le madamine

Sabato 6 aprile a Torino è andato in scena il declino della città. Un corteo triste, striminzito, con pochi operai e pochi padroni uniti nella questua. E nella ritirata di una società estenuata l’unico utilizzatore finale della manifestazione PRO TAV è stata la politica – da Maria Elena Boschi a Fratelli d’Italia –, in una campagna elettorale senza idee e passioni.

Torino – Il futuro non è TAV

Finalmente si può tornare a respirare a Torino. L’enorme manifestazione dell’8 dicembre ha ristabilito la natura di un confronto tra la vecchia Torino, delle madamine e degli imprenditori questuanti, e un movimento che rappresenta il futuro e non cede alla logica delle falsificazioni e della post-verità.

La sinistra sotto il TAV

Il 10 novembre, a Torino, è sceso in piazza l’establishment. La cosiddetta sinistra di governo ha partecipato e applaudito. Ma in un’Italia con 18 milioni di cittadini sulla soglia di povertà una sinistra che riparta dalla piazza dei ricchi e dalle grandi opere inutili non solo non è una sinistra: è anche morta.

Le “fate ignoranti” di Torino

La manifestazione di Torino a favore del Tav Torino-Lione scontava, nella sua organizzazione e nelle modalità di mobilitazione una profonda ignoranza dei dati fondamentali e dell’informazione indispensabile per formulare un gioudizio. E’ il segno del declino di una città e di una classe imprenditoriale inadeguata.