La questione delle preferenze e la democrazia dei nominati

La questione del voto di preferenza tocca un tema fondamentale. Le civiltà non muoiono solo perché arrivano i barbari. Muoiono quando temono i capaci, li espellono, li costringono al ritiro; quando preferiscono chi obbedisce a chi pensa. Allora il barbaro non è più alle porte. È già in Parlamento, ben pettinato, disciplinato, riconoscente, pronto ad alzare la mano al momento giusto. È la democrazia dei nominati.

Legge elettorale: appello di 126 costituzionalisti

Modificare le regole elettorali quasi alla vigilia del voto è politicamente e giuridicamente scorretto. A maggior ragione lo è se si introducono meccanismi di dubbia costituzionalità come un premio di maggioranza abnorme, liste bloccate, pluricandidature e l’indicazione preventiva del candidato presidente del Consiglio. Lo dicono, in un appello diffuso nei giorni scorsi, 126 professori di diritto costituzionale.

Legge elettorale: il Governo tenta il colpo di mano

Spazzata via dall’esito del referendum la prospettiva delle promesse riforme istituzionali, il Governo tenta di scardinare la Costituzione con una legge elettorale da approvare in vista delle prossime elezioni. In essa non manca nulla dell’armamentario della destra: premio di governabilità, indicazione del premier, soglia di sbarramento, liste bloccate. L’obiettivo è quello di introdurre surrettiziamente il premierato.

Come ti cambio la legge elettorale: premi e trucchi

Mentre il referendum è alle porte, la maggioranza mette le mani avanti e propone una nuova legge elettorale in cui spiccano premi, sbarramenti e liste bloccate. È un ennesimo espediente per cercare di vincere le elezioni anche senza consenso e di piegare in senso presidenziale la forma di governo. Ma solo un sistema proporzionale, trasparente e senza trucchi, può riportare i cittadini alla politica.