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“Diario Persiano”: l’Iran al di là delle apparenze

Per i nostri media l’Iran è solo un Paese in cui manca la libertà, costruttore di bombe atomiche e meritevole di sanzioni internazionali. Ma la realtà è assai più complessa e ci propone un Paese tormentato e misterioso, alla ricerca di un cambiamento che non coincide con il consumismo e l’abbandono delle proprie tradizioni. Questo e molto altro si trova nel documentario di Carlo Grande “Diario persiano”.

Il caso Di Cesare: un post infelice e gli impropri richiami alla “fedeltà all’istituzione”

Il post di Donatella Di Cesare in morte di Barbara Balzerani ha prodotto una tempesta mediatica, travolgendo ogni parvenza di razionalità in punto uso dei social, conti con il terrorismo e ruolo degli intellettuali. Era un post infelice. E allora? In una democrazia bisogna garantire anche il diritto di dire “stronzate”. Per poterle criticare, smontare, relativizzare. Ma mai per metterle a tacere. È ciò che compete all’intellettuale pubblico.

Il fascismo non è un’opinione, è un delitto

Nel nostro sistema costituzionale il fascismo non è un’opinione ma un delitto. La libertà di espressione si dispiega senza limiti, salvo uno: l’ideologia fascista. Eppure le manifestazioni del fascismo riemergente sono per lo più sottovalutate e tollerate dalle istituzioni mentre le reazioni e le azioni di contrasto, nelle piazze come nelle Università, sono represse in maniera indiscriminata.

Tra cinema e realtà: un domani ancora da conquistare

In questi giorni di lutto e di rabbia, seguiti all’assassinio di Giulia Cecchettin, il cinema ha qualcosa da dire. “C’è ancora domani”, di Paola Cortellesi, ci ricorda la difficoltà dell’uscita dal patriarcato. Una strada in parte percorsa (il divorzio, l’aborto, la riforma del diritto di famiglia, l’abolizione del delitto d’onore) ma che richiede altre tappe, senza negazionismi e con dure lotte.

Il mondo vero e quello virtuale

Il mondo di riferimento per le ultime generazioni è quello virtuale, cioè quello del Web. Ma non per scelta, bensì perché il mondo reale non garantisce loro una vita vera, reale, libera e dignitosa. È, dunque, inutile costruire ideologie della post-modernità. Serve, piuttosto, lavorare nel profondo per recuperare le valenze positive del nostro mondo, le sue possibilità di emancipazione, le sue aperture di libertà.

Requiem per i diritti

Lo scenario è inquietante: libertà a pagamento, salute subordinata al reddito, abbattimento del welfare, violazione dei diritti fondamentali su scala nazionale e internazionale. Eppure i diritti senza uguaglianza, mercificati, si degradano a strumenti di potere. Occorre recuperare il loro essere contro il potere, il loro senso egualitario ed emancipatorio, ricordando che non sono graziose concessioni ma nascono – e vivono – nei conflitti.

Manifestare è la regola, reprimere l’eccezione

Per il Prefetto di Torino le violente cariche contro gli studenti che protestavano contro la presidente del Consiglio sono legittime. Perché le manifestazioni devono essere “autorizzate” e, se ciò non avviene, è compito della polizia disperderle. Affermazione assai grave per un prefetto ché la Costituzione è chiara: le manifestazioni non richiedono autorizzazioni, manifestare è la regola, reprimere l’eccezione.

La giustizia, ascoltando De André

“Alla Stazione successiva” (di Raffaele Caruso, sottotitolo “La giustizia, ascoltando De André”) è un libro da leggere e ascoltare. Un libro che chiama in gioco di continuo le emozioni e le esperienze di ogni lettore che possegga due fondamentali requisiti: la passione per le visioni del cantautore genovese e, in un modo o nell’altro, il lavoro con gli arnesi del diritto.

Guardiani, lupi, lupetti: una metafora del presente

Accade nella nostra politica. I lupi, usciti dal recinto, si sono fatti guardiani. E oggi quelli che avrebbero dovuto vegliare sulla democrazia, dal più grande al più piccolo, anziché mostrare vergogna per la loro irresponsabile leggerezza, glissano, si mostrano increduli, si nascondono, scivolano via, sfuggono alle loro responsabilità e alle loro colpe, tirandosele addosso l’un l’altro.