Un fermo contro le libertà e i diritti

Il fermo preventivo di polizia è legge. Con questa misura di stampo ottocentesco le forze di polizia, in occasione di manifestazioni, possono accompagnare nei propri uffici e trattenere fino a 12 ore chi sospettano possa turbarne il pacifico svolgimento. La genericità dei presupposti e degli obiettivi e la mancanza di un reale controllo giudiziario violano all’evidenza il diritto alla libertà personale e a quello di riunione.

Remigrazione: la neolingua e il razzismo della destra

Il sovranismo nativista della destra crea una neolingua e sforna progetti di legge: tra questi, la proposta di iniziativa popolare “Remigrazione e Riconquista”, un intervento di chiara marca razzista che prevede, tra l’altro, l’espulsione dello straniero condannato per qualsiasi delitto. Un testo chiaramente incostituzionale per la compressione delle libertà fondamentali e del principio di uguaglianza ma politicamente assai significativo.

Il fermo preventivo: nostalgia dell’Ottocento

Il nuovo “pacchetto sicurezza” è legge. In occasione delle manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, le persone ritenute pericolose potranno essere preventivamente trattenute dalla polizia fino a 12 ore. Come gli anarchici e i socialisti ottocenteschi e gli antifascisti nel ventennio. La libertà di chi non si allinea torna in balìa dell’arbitrio poliziesco. E il nucleo liberale della Costituzione viene travolto.