Un anno da Draghi

A dispetto di chi lo definisce keynesiano, Draghi è un fermo sostenitore del verbo thatcheriano, secondo cui la politica non può e non deve scartare di lato rispetto al binario unico disegnato dal mercato: per questo il suo approdo a Palazzo Chigi segna il culmine della interminabile stagione liberista che stiamo vivendo. Le scelte del suo Governo, mese per mese, ne sono la più limpida manifestazione.

Quando l’ecologia si trasforma in imbroglio ecologico

L’ecologismo o è conflittuale o non è, e l’ecologia non sostenuta da un cambio di visione dell’economia è nulla più che un imbroglio. Si parla tanto di transizione ecologica, ma valutati i protagonisti cui è stata affidata, è assai probabile che essa si riduca a una transizione tecnologica fonte di ulteriore degrado. Mentre la new generation rischia di essere la last generation.

Il contratto sociale e il conflitto

Il contratto sociale, che consente la convivenza civile e il riconoscimento dei diritti dei lavoratori, nasce dal conflitto. Oggi prevalgono liberismo e deregulation e ciò ha interrotto il cammino dei diritti. Va, dunque, riaperto il conflitto per costruire un futuro sostenibile e una vita migliore per le prossime generazioni.

Fare la coda alla posta

Tempo fa le Poste Italiane funzionavano abbastanza bene. Poi sono diventate società per azioni. E dunque, secondo la vulgata corrente, sono entrate nel magico mondo dell’efficienza. Peccato che i prezzi per le spedizioni siano più che triplicati. Come, del resto, i ritardi. Provare per credere. È il liberismo, bellezza!

Pandemia, welfare e territorio

Il welfare costruito nel nostro Paese nei primi anni ’70 trasformò il sistema dei servizi e mise in primo piano il territorio, inteso come insieme di pratiche condivise. Il liberismo e le privatizzazioni degli ultimi decenni lo hanno smantellato. Oggi occorre ripensarlo e ricostruirlo su basi nuove. La pandemia può farci aprire gli occhi.

Pensieri sparsi su politica e sinistra

Non è mai esistito, in Italia, un periodo in cui è stata così inesistente la sinistra politica. Ci si aggrappa persino al Governo Conte, all’evidenza subalterno a Confindustria ma le cui alternative sono ancora peggiori. Forse se vogliamo costruire barricate contro la destra occorre creare un territorio nostro da vivere e proteggere.