Il contratto sociale e il conflitto

Il contratto sociale, che consente la convivenza civile e il riconoscimento dei diritti dei lavoratori, nasce dal conflitto. Oggi prevalgono liberismo e deregulation e ciò ha interrotto il cammino dei diritti. Va, dunque, riaperto il conflitto per costruire un futuro sostenibile e una vita migliore per le prossime generazioni.

Fare la coda alla posta

Tempo fa le Poste Italiane funzionavano abbastanza bene. Poi sono diventate società per azioni. E dunque, secondo la vulgata corrente, sono entrate nel magico mondo dell’efficienza. Peccato che i prezzi per le spedizioni siano più che triplicati. Come, del resto, i ritardi. Provare per credere. È il liberismo, bellezza!

Pandemia, welfare e territorio

Il welfare costruito nel nostro Paese nei primi anni ’70 trasformò il sistema dei servizi e mise in primo piano il territorio, inteso come insieme di pratiche condivise. Il liberismo e le privatizzazioni degli ultimi decenni lo hanno smantellato. Oggi occorre ripensarlo e ricostruirlo su basi nuove. La pandemia può farci aprire gli occhi.

Pensieri sparsi su politica e sinistra

Non è mai esistito, in Italia, un periodo in cui è stata così inesistente la sinistra politica. Ci si aggrappa persino al Governo Conte, all’evidenza subalterno a Confindustria ma le cui alternative sono ancora peggiori. Forse se vogliamo costruire barricate contro la destra occorre creare un territorio nostro da vivere e proteggere.

La crisi e gli interventi dello Stato nell’economia

La crisi in atto impone di ritornare al modello costituzionale, abbandonato di fatto negli ultimi decenni, e riproporre un ruolo strategico dello Stato nell’economia con una programmazione volta non solo a potenziare i servizi pubblici essenziali ma anche a riappropriarsi degli strumenti monetari e di bilancio necessari per determinare gli indirizzi della produzione.

Il ricatto di FCA

Dopo decenni di affermazioni sulla sovranità del mercato Fca pretende che sia lo Stato ad aiutare l’azienda affermando che, altrimenti, le decine di migliaia di suoi dipendenti italiani rischiano di restare sul lastrico. E non importa se la spregiudicatezza dell’operazione è denunciata finanche da campioni del liberismo economico.