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Occorre reagire. Non possiamo aspettare ancora

Il 25 aprile è appena trascorso, ma l’antifascismo – ci ricorda Gastone Cottino nel piccolo e prezioso volume “All’armi son fascisti!” – deve essere pratica quotidiana. La continuità tra il fascismo di ieri e il fascismo di oggi è nelle cose, nei simboli, nelle ascendenze ma ancor più negli interessi rappresentati. Occorre esserne consapevoli e reagire. Subito, perché non possiamo aspettare ancora.

Argentina. Come disarticolare lo Stato in soli tre mesi

Con l’elezione di Javier Milei alla presidenza si susseguono, in Argentina, gli interventi improntati a un liberismo sfrenato, al populismo, al nazionalismo e a un ossessivo “anticomunismo”. Le privatizzazioni e la riduzione delle tutele del lavoro si sommano a una gravissima recessione e a una guerra culturale contro gli avversari. Il tutto presidiato da una forte ondata repressiva e di controllo dell’ordine pubblico.

Argentina: Javier Milei, anarco-capitalista

La sorprendente vittoria, nelle primarie presidenziali argentine dell’11 agosto, del leader anarco-capitalista Javier Milei, è assai preoccupante. Il programma di Milei, infatti, non solo è ispirato al liberismo più estremo ma prevede restrizioni ai diritti fondamentali, l’abbattimento di ogni residuo di Stato sociale e una crescita di potere di esercito e militari. E, in un paese fiaccato dalla crisi, le reazioni sono, per ora, deboli.

Quando la destra si prende anche “la parte del torto”

Eretico o conformista? Dissacrante fustigatore del senso comune o suo autentico interprete? Il “miracolo” della destra di governo nel nostro paese è di non rinunciare alla propria “diversità” e all’aura trasgressiva delle origini, proprio mentre si fa fedele esecutrice dei dettami ultra-liberisti e atlantisti dell’establishment occidentale. Ma pretendere coerenza, di questi tempi, sarebbe troppo.

Un Governo che odia i poveri e i lavoratori

Ci si può aspettare, da un Governo che affida il tema del lavoro a Elvira Calderone e Claudio Durigon, la disponibilità a introdurre il salario minimo per legge? Difficile pensarlo anche alla luce delle sue molte scelte politiche contro i lavoratori. Il 70% degli italiani è favorevole alla introduzione della misura, ma poco importa. Della serie: chi se ne frega. È la postdemocrazia, bellezza.