Il referendum sulla cannabis e il giudizio della Corte costituzionale. La grande delusione

La Corte costituzionale ha deciso: il referendum “cannabis legale” è inammissibile. Finiscono in fumo oltre seicentomila firme e la possibilità per il popolo italiano di prendere la parola su un tema che riguarda aspetti importanti del vivere in comune. Non era un esito obbligato. Ed è, considerata l’inerzia del Parlamento, un esito deludente che il Paese non merita.

La Conferenza nazionale sulle droghe: dentro e fuori

Dopo 12 anni di inadempienze si arriva finalmente alla Conferenza nazionale sulle droghe che, secondo la legge 309/1990, dovrebbe avere scadenza triennale. È un fatto positivo. Ma c’è uno scarso coinvolgimento degli operatori e mancano dal programma questioni fondamentali come la legalizzazione della cannabis. Di qui l’organizzazione parallela di un “Fuori Conferenza”.

Cannabis: il proibizionismo crea insicurezza

Inasprire le pene per gli stupefacenti è una strada già percorsa con esiti fallimentari. In Italia e ovunque, nel mondo. Per questo – mentre Salvini insiste ‒ altrove si stanno cambiando politiche . In Uruguay, in Canada e in diversi Stati degli Usa si sta legalizzando la cannabis. I primi risultati sono incoraggianti.