La politica e il gioco delle elezioni

La lezione de voto, in Toscana e non solo, è chiara. Se una sinistra non liberista, etica, rispettosa dell’ambiente e delle relazioni umane può rinascere in Italia, non può partire dalle scadenze elettorali e dalle liste. Quello è un altro gioco, mentre oggi è una specie di infinito ballottaggio fra l’orrore e il meno peggio.

La maledizione dei due Matteo

Il Senato ha buttato “fuori bordo” Matteo Salvini ma il governo non può gioire perché la festa gliel’ha rovinata l’altro Matteo, il Renzi-Terminator specializzato in destabilizzazioni e dispetti. Per lungo tempo la legislatura sarà tormentata da questi due, capaci di collezionare sconfitte ma sempre bisognosi di visibilità. Una “maledizione” contro cui tenere la guardia alta.

Va bene l’Emilia, ma la Calabria?

Se Salvini perderà in Emilia Romagna sarà un bene. Ma più grave ‒ politicamente, storicamente e moralmente ‒ sarà la sua vittoria in Calabria. Altro che Bologna, Catanzaro doveva – potrebbe ancora? ‒ essere la “nuova Stalingrado”! Pensateci, amici calabresi. Pensateci fino a domenica.

L’ultimo treno di Matteo Salvini

La vicenda delle mozioni sul TAV al Senato certifica la vuotezza dei 5Stelle, la convergenza del PD con la peggiore destra in nome degli affari, e soprattutto si è rivelata un clamoroso assist offerto a Matteo Salvini per la sua resistibile ascesa. La sua Lega cresce per la semplice ragione che intorno, a resistere, c’è il nulla. Ma non tutte le carte sono ancora state giocate…