Osservatorio mensile

Rallenta la produzione di automobili in Cina e aumentano gli scioperi; il rapporto del sindacato internazionale conferma l’affermazione del segretario del AFL-CIO statunitense: “Le regole economiche internazionali sono sbilanciate a favore delle più grandi società del mondo … il potere globale dei lavoratori si sta riducendo”; in Russia i lavoratori della Nestlé sono stati sequestrati da poliziotti privati e liberati solo dopo aver firmato il proprio licenziamento.

Le tre destre e le masse popolari

Nel Paese cresce l’insofferenza per il corso catastrofico delle cose. Ma se si andasse a votare oggi, i partiti di destra otterrebbero oltre il 50% dei voti con molti giovani, lavoratori, pensionati e precari che li votano. Perché succede questo? Cosa fare per recuperare a una visione e a un impegno a sinistra il popolo che vota a destra?

Un modello sociale ed economico da buttare

Il modello sociale ed economico italiano si caratterizza per una spontanea tendenza alla decrescita infelice: poco lavoro, pochi investimenti, una fuga generalizzata dei giovani, un ambiente progressivamente degradato. Non sarebbe ora di abbandonare l’idea dei piccoli aggiustamenti e di cambiare radicalmente registro?

Riflessioni operative sul salario minimo

Il dibattito sull’introduzione del salario minimo garantito per legge è, infine, approdato in Parlamento. Le resistenze sono molte e di diverso segno. Ma, fermo il confronto sulle specifiche disposizioni, l’utilità di una normativa di tutela al riguardo non sembra contestabile in questa fase di drammatica debolezza dei lavoratori.

Pane

La precarietà è ben più che una tipologia di rapporto di lavoro. È una condizione che cambia la vita delle persone, i rapporti, i sentimenti. E che non tutti riescono a sopportare. Lo dice, attraverso questo racconto, la figlia di un lavoratore pesantemente ferito dalla precarietà.

C’è lavoro e lavoro

In Italia si producono armi per Paesi impegnati in conflitti sanguinosi e interminabili. Contro questa pratica i portuali di Genova sono scesi in sciopero bloccando il carico di materiali bellici destinati all’Arabia Saudita. Oggi spiegano le loro ragioni con una lettera ai lavoratori dell’azienda produttrice di quei materiali.