Virus – La classe operaia all’inferno

Vorrà pur dire qualcosa se mentre tutti sono costretti a “restare a casa”, gli unici a dover “uscire” sono i lavoratori. Quelli che l’ideologia dominante aveva considerato un residuo del passato e che l’epidemia pone invece al centro della società. Come una cartina al tornasole il virus rivela il necessario rovesciamento di tutte le gerarchie sociali.

Osservatorio mensile

Contrattazione collettiva e discussione sul salario minimo in Europa; database dell’ONU sulle multinazionali negli insediamenti israeliani illegali; in India il governo Modi sta sostituendo la democrazia secolare con un etno-nazionalismo autoritario in cui non c’è spazio per musulmani, dissidenti, libertà, diritti sindacali; dopo il golpe in Bolivia il tribunale supremo vieta la candidatura a Evo Morales…

Il nesso tra razzismo ed economia

Pur senza schiacciare il razzismo alla mera funzione di sfruttamento, molti dati mostrano un solido nesso tra esso e l’economia. Non a caso molti studiosi hanno messo in rilievo che il razzismo moderno si è affermato a partire dall’espansione coloniale che ha sorretto l’emersione del capitalismo europeo.

“Avere cura di noi” – Report 2020

La disuguaglianza economica nel mondo (e nel nostro Paese) è un fenomeno sempre più fuori controllo. Nel 2019, 2.153 individui possedevano più ricchezza di 4,6 miliardi di persone. Intanto il lavoro più essenziale e diffuso (il lavoro di cura, svolto principalmente da donne e ragazze) non è retribuito o è sottopagato.

Torino, è quasi Natale. Un rumeno, sotto casa

«Mi dica una cosa, ma gli italiani sono razzisti?», «Sinceramente, sì, siete razzisti soprattutto qui al nord. Nei confronti di tutti anche non neri. È aumentato il razzismo in questi anni, si nota. È anche vero però che molti stranieri rubano». «Anche i giovani sono razzisti?», «Soprattutto i vecchi. Ma i giovani non sono educati».

Migranti: la regolarizzazione necessaria

Da 10 anni è praticamente impossibile entrare in Italia per lavoro. Così oggi ci sono centinaia di migliaia di lavoratori stranieri irregolari. Ciò produce situazioni di sfruttamento e di ricatto e nuoce all’economia sana del Paese. C’è una sola soluzione razionale, giusta e utile: istituire forme di regolarizzazione permanente.