Osservatorio mensile

Studio congiunto dell’OIL e di Eurofound, sulla qualità del lavoro nel mondo; pubblicato il rapporto dell’Agenzia dell’Onu per le migrazioni, IOM, sulla situazione in Libia; si prepara lo sciopero generale in Brasile contro il governo Bolsonaro; verso l’introduzione del reddito di cittadinanza in Iran; dalla fine della guerriglia delle FARC, in Colombia sono stati assassinati 566 militanti, operatori per i diritti umani, sindacalisti.

In favore del salario minimo legale

L’introduzione per legge di un salario minimo nel sistema italiano è resa opportuna, con alcune garanzie, da due fattori concomitanti: la proliferazione incontrollata dei contratti nazionali (fonte di trattamenti economici e normativi deteriori) e la crescente tendenza alla svalorizzazione del lavoro anche sotto il profilo salariale.

Come ci siamo ridotti così? Risvegliamoci!

Negli ultimi anni ha prevalso la tesi della intrinseca corruzione e inefficienza del settore pubblico. Ciò ha prodotto un vero e proprio tracollo culturale. Occorre cambiare paradigma e cominciare, se non altro, ad analizzare l’efficienza reale del privato e pubblico. Almeno per risvegliarsi, per prendere atto della realtà.

Il male oscuro del Primo maggio a Torino

A Torino il doppio volto del tradizionale corteo del Primo maggio rivela, come un termometro, il confronto tra un mondo del lavoro in declino, scialbo e senza parole, e una realtà emergente che contesta l’attuale paradigma prevalente in nome della difesa del territorio, di una vita a misura umana e di un lavoro non asservito. In mezzo: la polizia.

Quale primo maggio?

Il 1° maggio è diventato per troppi un giorno di festa tra gli altri e si è dimenticato il suo significato di riscatto e di ricordo delle lotte per e nel lavoro. Oggi la sinistra, se non vuole definitivamente sparire, deve cogliere l’occasione per invertire una troppo lunga fase di regressione e per ridare centralità al lavoro.

Non ancora un paese per donne

È stato un 8 marzo di lotta che ha visto decine di migliaia di donne in tutta Italia manifestare per un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale, autonomia e libertà di scelta sulle vite e sui corpi. In un Paese in cui la crisi la stanno pagando soprattutto le donne.