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Il salario minimo è di destra o di sinistra?

A giudicare dalle oscillazioni intervenute negli anni ci sarebbe da chiedersi, con Gaber, se la rivendicazione del salario minimo per legge sia di destra o di sinistra. Da ultimo, finalmente, sembra che la sinistra ne abbia fatta una propria bandiera. O forse, considerando che lo chiede il 75% degli italiani, si deve concludere che, da un punto di vista economico, le persone stanno molto peggio dei politici che le rappresentano…

Dando i numeri sui salari

Le rilevazioni statistiche non lasciano dubbi: i lavoratori italiani hanno i salari più bassi d’Europa. La paga oraria lorda più bassa è di 5,64 euro/ora, quella media di 7,79 euro/ora. La contrattazione è un rimedio? I fatti dicono di no; e, per di più, sono moltissimi i contratti nazionali non rinnovati da anni. Eppure c’è chi non vuole il salario minimo e chi considera eccessiva la sua fissazione in 9 euro/ora

Un Governo che odia i poveri e i lavoratori

Ci si può aspettare, da un Governo che affida il tema del lavoro a Elvira Calderone e Claudio Durigon, la disponibilità a introdurre il salario minimo per legge? Difficile pensarlo anche alla luce delle sue molte scelte politiche contro i lavoratori. Il 70% degli italiani è favorevole alla introduzione della misura, ma poco importa. Della serie: chi se ne frega. È la postdemocrazia, bellezza.

Amianto e giustizia penale: tra garantismo e impunità dei colletti bianchi

Stephan Schmidheiny, già proprietario di Eternit, è stato condannato a 12 anni per omicidio colposo, in relazione alla morte per patologie correlate all’amianto di 150 lavoratori di Casale Monferrato. La sentenza, unica nel suo genere, ha fatto discutere, ma rappresenta una svolta importante se si vuol evitare che la sanzione penale sia solo uno strumento di repressione del disagio e della devianza.

GKN: una campagna di raccolta fondi per continuare la lotta

La manifestazione nazionale di sabato 25 marzo a Firenze, a sostegno dei lavoratori della ex GKN, ha visto una grande partecipazione e si è conclusa con il progetto di un ampio coinvolgimento popolare per dar vita alla prima fabbrica recuperata italiana interamente ispirata a principi di giustizia sociale e ambientale. Prossima tappa: il rilancio della campagna di crowdfunding già in atto.

Le “case dei poveri”: appunti per una storia

La questione, oggi esplosiva, delle case dei lavoratori, dei meno abbienti, dei “poveri” (per usare un termine evocativo) non è certo nuova in Europa. Al contrario, nel corso dell’Ottocento e del Novecento, essa ha assunto una particolare evidenza dando vita a un vero e proprio laboratorio di innovazione del progetto di città in cui si sono cimentati i migliori architetti e progettisti dell’epoca.

Contro la repressione del sindacalismo di base

Il 19 luglio a Piacenza militanti del sindacalismo di base (SI Cobas e Usb) sono stati di nuovo sottoposti a misure cautelari. La Procura riprende una impostazione già smentita dai giudici e si spinge a configurare le organizzazioni sindacali come associazioni a delinquere. È un attacco senza precedenti – come denuncia un appello di intellettuali e giuristi – contro i diritti dei lavoratori nel settore della logistica.

Il cuneo fiscale e l’oca dalle uova d’oro

I salari sono troppo bassi e l’inflazione ne sta erodendo il potere d’acquisto? Tranquilli, si può sempre fare un “taglio shock” al cuneo fiscale. Parola di Enrico Letta, segretario del Partito Democratico. Basta cioè che lo Stato si accolli una parte degli oneri previdenziali in capo all’impresa e una parte dell’IRPEF a carico dei lavoratori: 16 miliardi di euro che nessuno sa dove prendere!

Come difendersi dall’inflazione: alibi e proposte

A fronte di un’inflazione tornata ai livelli del marzo 1986 non si possono chiedere a milioni di italiani in povertà altre rinunce o sacrifici. Siamo il paese con i più bassi salari e con il più alto numero di lavoratori poveri in Europa. È questo il terreno su cui occorre intervenire. Qui le proposte di alcune realtà impegnate sui territori contro disuguaglianze, povertà e mafie.