Imrali. L’isola carcere di Öcalan

Öcalan, leader del PKK, è detenuto da 23 anni a Imrali, piccola isola del mar di Marmara, in cui c’è solo il carcere. Un penitenziario isolato dalla terraferma, giunto a contenere 240 prigionieri ma oggi riservato a lui (e da qualche anno ad altri tre detenuti), senza contatti con avvocati e familiari. È la più clamorosa violazione dello stato di diritto a cavallo tra Asia ed Europa.

Delitti di Stato e crimini di guerra

La conclusione dei lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’omicidio di Giulio Regeni, che ha indicato precise responsabilità del Governo egiziano, e l’apertura della 26ª Conferenza degli Stati aderenti alla Convenzione sulle armi chimiche, pur tra loro diverse, richiamano entrambe la Comunità internazionale ad agire concretamente contro i delitti di Stato e i crimini di guerra.

La Turchia e la credibilità dell’Europa

L’anno scorso il Tribunale Permanente dei Popoli si è pronunciato sulla situazione nel sud-est dell’Anatolia, riconoscendo la responsabilità dello Stato turco per: negazione al popolo curdo dell’identità e del diritto all’autodeterminazione, massacri, deportazioni di massa, omicidi, esecuzioni extragiudiziarie, sparizioni forzate. Nonostante questo l’Europa continua a sostenere la Turchia con armi e finanziamenti.

Erdoğan, Trump e il popolo curdo

La Turchia, con il placet degli Stati Uniti, si appresta a invadere il Nord della Siria e a cercare di distruggere l’esperienza di autorganizzazione del popolo curdo: con le armi e trasferendo nella regione un milione di profughi siriani. Sarà una guerra sanguinosa su cui la comunità internazionale sembra voler chiudere gli occhi.